NL

NL

Divieto di importazione di prodotti delle colonie: ong pro Israele porta il governo olandese in tribunale

By Friends123 – Own work, CC0, Link

Il governo olandese ha deciso in via definitiva di vietare, a partire dal 22 settembre, l’importazione di beni provenienti dagli insediamenti israeliani illegali. La decisione, pur avendo secondo molti un impatto economico limitato e soprattutto simbolico, ha suscitato un acceso dibattito politico.CIDI (Centro di Informazione e Documentazione su Israele), organizzazione filo-israeliana nei Paesi Bassi, critica duramente la scelta dell’esecutivo, definendola il segnale di un profondo cambiamento nella politica estera olandese.

Il nuovo decreto sulle sanzioni vieta l’importazione, l’acquisto e la vendita nei Paesi Bassi di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori occupati della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e delle Alture del Golan. Sarà inoltre proibito fornire servizi che facilitino tali attività commerciali o tentare di aggirare il divieto.

Per accelerare l’entrata in vigore del provvedimento, il governo aveva richiesto un parere urgente al Consiglio di Stato e pur avendo ricevuto osservazioni e suggerimenti, secondo il CIDI l’esecutivo non avrebbe accolto le principali critiche formulate dall’organo consultivo.

La motivazione del governo

Il governo giustifica l’urgenza con il peggioramento della situazione in Cisgiordania, sostenendo che le sanzioni rappresentano una risposta agli sviluppi sul terreno e uno strumento di pressione nei confronti del governo guidato da Benjamin Netanyahu affinché modifichi la propria politica.

Il CIDI contesta questa motivazione, sostenendo che il provvedimento non avrà alcun effetto concreto sulla situazione e che il governo olandese sopravvaluti il proprio peso internazionale.

Le critiche alla politica israeliana

L’organizzazione riconosce che la situazione nei territori palestinesi è peggiorata e attribuisce parte della responsabilità all’attuale governo Netanyahu, in particolare ai ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, definiti “estremisti”. Secondo il CIDI, una linea più moderata da parte dell’esecutivo israeliano avrebbe probabilmente evitato l’adozione delle nuove sanzioni.

Secondo il CIDI, già il nuovo accordo di governo aveva mostrato un diverso orientamento, ponendo al centro il diritto internazionale e la soluzione dei due Stati anziché la sicurezza di Israele.

Il decreto, inoltre, non riguarda soltanto la Cisgiordania ma anche le Alture del Golan e chiede implicitamente il ritiro israeliano da Gerusalemme Est, dalla Cisgiordania e dal Golan. Per il CIDI ciò comporterebbe conseguenze rilevanti per la sicurezza di Israele e rappresenterebbe una svolta politica di grande portata.

Il timore di nuove sanzioni

Secondo l’organizzazione, il provvedimento apre la strada a ulteriori misure restrittive. Il CIDI sostiene che, dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, Israele non possa ritirarsi dai territori senza solide garanzie di sicurezza e che l’Autorità Palestinese non sia attualmente in grado di amministrarli efficacemente.

Un’altra critica riguarda quella che il CIDI definisce una disparità di trattamento. L’organizzazione osserva che i Paesi Bassi continuano a fare affari con Paesi come Iran e Cina e non adottano misure analoghe nei confronti di altri territori contesi, come Cipro Nord o il Sahara Occidentale.

L’Israel Producten Centrum (IPC), organizzazione collegata a Christenen voor Israël, ha già annunciato che impugnerà il decreto davanti ai giudici. L’IPC commercializza infatti alcuni dei prodotti interessati dal divieto.

L’organizzazione aveva inviato una diffida allo Stato chiedendo la sospensione dell’entrata in vigore del provvedimento, ma il governo ha respinto la richiesta. Nelle prossime settimane è quindi attesa una causa .

SHARE

Noi siamo qui 365 gg (circa), tra le 5 e le 10 volte al giorno, con tutto quello che tocca sapere per vivere meglio in Olanda.

Sostienici, se usi e ti piace il nostro lavoro: per rimanere accessibili a tutti, costiamo solo 30€ l’anno

1. Abbonatevi al costo settimanale di mezzo caffè olandese:

https://steadyhq.com/en/31mag

2. Se non volete abbonarvi o siete, semplicemente, contenti di pagarlo a noi il caffè (e mentre lavoriamo quasi h24, se ne consuma tanto) potete farlo con Paypal:

https://www.31mag.nl/abbonati/

3. Altrimenti, potete effettuare un trasferimento sul nostro conto:

NL34TRIO0788788973

intestato al direttore Massimiliano Sfregola
(causale: recharge 31mag)

Altri articoli