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L’incendio che da venerdì devasta le Fagnes, in Belgio, lunedì ha fatto pochissimi progressi e la superficie bruciata resta intorno ai 3.000 ettari. Il rogo, tuttavia, non è ancora sotto controllo e il lavoro dei vigili del fuoco potrebbe durare ancora diverse settimane, dice 7sur7.
La pioggia e il vento hanno contribuito a rallentare la propagazione delle fiamme ma rimane però un fronte attivo nella parte orientale della zona, difficile da raggiungere a piedi. Secondo René Dahmen, del Dipartimento della Natura e delle Foreste, l’obiettivo è riuscire a dichiarare l’incendio sotto controllo entro i prossimi giorni.
In campo anche elicotteri stranieri
Circa 500 persone stanno lavorando a terra, tra vigili del fuoco, militari, agricoltori e soccorritori tedeschi. Sono inoltre impegnati circa 120 agenti di polizia al giorno, prosegue il portale francofono.
Per contrastare le fiamme sono stati mobilitati anche numerosi mezzi aerei: Germania e Norvegia hanno inviato due elicotteri ciascuna, affiancati da un elicottero olandese, due aerei svedesi e due elicotteri della polizia federale belga. Le condizioni meteorologiche, con nuvole basse, hanno però permesso agli elicotteri di intervenire soltanto nel tardo pomeriggio.
Il ministro dell’Interno Bernard Quintin ha sottolineato che le operazioni saranno particolarmente lunghe perché nei terreni delle Fagnes non è possibile utilizzare mezzi motorizzati. Inoltre, il comportamento del fuoco rimane imprevedibile e dipende fortemente dal vento e dalle condizioni meteorologiche.
Appello a non entrare nella zona
Le autorità invitano residenti e visitatori a non recarsi nell’area interessata dall’incendio. Diverse strade, tra cui un tratto della N68, rimangono chiuse.
Il Belgio ha inoltre attivato il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea per ottenere aiuti internazionali. I sindaci di Waimes e Jalhay hanno definito quello delle Fagnes il peggior incendio nella storia del Belgio.







