Commenti come «non comportarti da gay» o l’uso della parola «gay» come insulto possono sembrare semplici battute, ma avere conseguenze profonde sui giovani queer. È l’avvertimento di Rutgers, COC Nederland, Atria e Colored Qollective, che hanno lanciato una nuova campagna., spiega Metro Nieuws.
La campagna, intitolata «Piccole cose diventano grandi cose», richiama l’attenzione su commenti e comportamenti quotidiani rivolti alle persone LGBTQIA+. Tra gli esempi ci sono l’uso di «gay» come insulto, dire a qualcuno di «non comportarsi da gay» e fare domande inappropriate sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sul corpo.
Secondo Rutgers, soprattutto la ripetizione di queste osservazioni può provocare solitudine, esclusione e stress mentale. Alcuni giovani che non rientrano nelle concezioni tradizionali di uomo e donna devono inoltre rispondere a domande molto invasive sul proprio corpo.
Anche chi assiste può intervenire
La campagna invita anche le persone che assistono a episodi del genere a intervenire. Non è necessario avviare una lunga discussione: si può semplicemente chiedere perché venga usata una determinata parola, dire che il commento non è divertente o sostenere la persona coinvolta.
Secondo Rutgers, anche un gesto semplice può contribuire a creare un ambiente più sicuro e far capire a chi subisce queste osservazioni che non è solo.







