Secondo quanto riportato dal quotidiano Het Parool, la nuova mostra sulla figura di Zwarte Piet, rivela come tale figura si sia evoluta con il passare del tempo e non vi sia nessuna regola che può definirsi “tradizionale” sull’argomento.

Lo Zwarte Piet, un uomo bianco con il volto dipinto di nero, rappresenta l’aiutante di Babbo Natale per la festa del 5 dicembre ed è di fatto una “parodia” della popolazione nativa africana. La mostra aperta al Persmuseum di Amsterdam ieri, giovedì 20 ottobre, unita alle parole del curatore Jop Euwijk hanno messo in luce come le persone che affermano di voler preservare lo Zwarte Piet del passato, dovrebbero rendersi conto che l’immagine del piccolo aiutante di Babbo Natale non sia in realtà unica.

Euwijk, impegnato nella ricerca storica è stato ingaggiato dal Museo in questione, e dal Netherlands Institute for Sound and Vision, per analizzare tali archivi ai fini della rappresentazione che ha come protagonista proprio l’aiutante di Babbo Natale. La recente incarnazione dello Zwarte Piet labbra carnose e volto dipinto di nero, ha portato con sè un acceso dibattito sull’opportunità di tale tradizione.

L’ombudsman Magrite Kalverboer, è stata solo l’ultima a dire la sua a proposito di tale personaggio, mettendo in luce come contribuisca ad accezioni quali bullismo, esclusione, discriminazione e contrasti significativamente i diritti umani dei minori.

Ma Euwijk ha risposte alle critiche segnalando come sia lo Zwarte Piet sia Sinterklass,il babbo natale olandese, hanno cambiato forma con il passare del tempo, con il secondo sempre più adattato alle immagini della tradizione cristiana e un Piet più servile, un tempo addirittura con le catene ai piedi.