The Netherlands, an outsider's view.

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Zwarte Piet is racisme, la rivolta anticoloniale europea è iniziata in Olanda

Le recenti proteste contro la violenza della polizia sui cittadini afroamericani negli USA, hanno avuto seguito in ogni parte del mondo spingendo l’opinione pubblica di molti paesi (soprattutto quelli con una storia coloniale alle spalle) a mettere in discussione il proprio passato. Nonostante i movimenti siano stretti intorno alla sigla mondiale “Black Lives Matter”, tutti hanno delle loro specificità locali; quello olandese, ad esempio, esiste da tempo ed è diventato nazionale grazie alle proteste contro la tradizione natalizia di “Zwarte Piet”.

Quel movimento, insomma, è probabilmente il pioniere delle proteste anti-coloniali in Europa. Da quando gli Zwarte Pieten -bianchi che impersonano caricature di persone nere- erano accettati da tutti ad oggi, che i principali comuni olandesi hanno imposto il cambio di colore agli aiutanti di Sinterklaas, sono passati meno di 10 anni. Fino al 2011, delle proteste anti Zwarte Piet si parlava poco. Quell’anno, tuttavia, due artisti olandesi, l’uno di origine antillana, l’altro di origina africana, Quinsy Gario e Jerry Afryie, si recarono nella città di Dordrecht, nel Zuid Holland, per organizzare una protesta silenziosa durante l’arrivo di Sinterklaas. Gario portava avanti da tempo un suo progetto artistico dal nome Zwarte Piet is racism (=Zwarte Piet è razzismo) e insieme ad Afryie, indossarono magliette con la scritta omonima  e si piazzarono,  in silenzio, tra la folla. I due vennero arrestati dalla polizia e furono multati per aver rifiutato di togliere la t-shirt.

Un episodio identico avvenne due giorni dopo, domenica 13 novembre, ad Amsterdam quando altri giovani donne e uomini neri hanno emulato la protesta di Dordrecht.

Questi due eventi sono stati la miccia che ha fatto deflagrare a livello nazionale e internazionale il dibattito sulla controversa tradizione. Oggi, la vicenda di Zwarte Piet è nota in tutto il mondo e quella mascher “Black Face” ha ricevuto condanne unanimi per la promozione esplicita del razzismo e per una certa indulgenza nei confronti del passato coloniale. Come stabilito dal Het College van de Rechten van de Mens (la Commissione olandese Diritti Umani) “la figura di Piet il Nero può tracciare un’immagine stereotipata negativa, che può avere effetti discriminatori e può essere vissuta come offensiva”. Una tradizione del genere può contribuire al bullismo, all’esclusione o alla discriminazione ed è quindi in conflitto con gli articoli 2, 3 e 6 della Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Da allora, la rivendicazione di un ‘Natale inclusivo’ è diventata in Olanda la sintesi per tutta la costellazione di rivendicazioni delle minoranze e delle seconde e terze generazioni di olandesi con origini non europee.