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Zwarte Piet, intervista al premio oscar Roger Williams

"Negli USA neanche Donald Trump andrebbe in giro con il volto dipinto di nero"

di Massimiliano Sfregola

“Prima di trasferirmi in Olanda, non avevo mai sentito parlare di Zwarte Piet. E la scoperta, devo ammetterlo, è stata uno shock” dice a 31mag.nl Roger Ross Williams, premio oscar nel 2010 per il corto Music by Prudence e regista del documentario sull’aiutante nero di Sinter Klaas, prodotto da CNN, Blackface.

“Come si può considerare una figura così carica di energia negativa un personaggio per intrattenere i bambini? A me sembra una follia” continua Williams senza usare mezzi termini. Nei Paesi Bassi, la pubblicazione del mini documentario è stata accolta da un vespaio di polemiche; il regista afro-americano ha subito, via internet, un vero e proprio linciaggio con insulti a sfondo razziale e diverse minacce di morte: “Da ‘scimmia nera torna in Africa a mangiare banane’ fino a commenti intimidatori che mi invitano a non toccare le tradizioni ‘degli altri’, ho perso il conto dei messaggi di odio che ho ricevuto”.

Zwarte Piet potrebbe esistere in America? “Assolutamente no”, prosegue deciso Williams “negli USA abbiamo seri problemi con il razzismo ma neanche Donald Trump andrebbe in giro con il volto dipinto di nero”.

La questione, secondo Williams, va ben al di là del personaggio di Zwarte Piet: “Ciò che ho capito lavorando a questo documentario è che nei Paesi Bassi la discriminazione nei confronti delle minoranze è istituzionalizzata. Molti olandesi non comprendono quanto questa tradizione ferisca una parte della comunità: per loro si tratta solo di un personaggio di fantasia. D’altronde non è un caso che il termine ‘apartheid’ sia stato coniato proprio qui”.

Anche se lo scontro sull’aiutane di Sinterklaas appare distante dalle tensioni razziali negli USA, il parallelo tra gli afro-americani e la comunità surinamese ed antilliana d’Olanda non sembra campato in aria: “Gli afro-americani hanno una lunga tradizione di lotte e di attivismo politico”, prosegue il regista di Blackface, “al contrario, nei Paesi Bassi, l’atteggiamento di risposta alle discriminazioni da parte della minoranza nera sembra più passivo. Anche se la mobilitazione anti-Zwarte Piet potrebbe essere un segnale di cambiamento”.


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