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ZU: una medicina del linguaggio (sperimentale) all’OT301

Uno dei più noti gruppi di musica sperimentale italiani porta la propria visione "apocalittica" nei Paesi Bassi



di Francesca Spanò

Immagine di copertina © Emiliano Facchinelli

A due giorni dal suo 16° compleanno, l’OT3101 ospiterà gli ZU, uno dei gruppi sperimentali italiani più noti sullo scenario musicale globale, in tour ad Amsterdam oggi 16/11 con il nuovo LP Cortar Todo.

Una location non casuale, per un gruppo legato alla realtà dei centri sociali, come racconta Massimo Pupillo, bassista della band. “Ho suonato all’OT301 tanti anni fa in un trio con Terrie, il chitarrista degli Ex. Conosciamo Colin dell’OT da quando faceva il fonico dei The Ex, con cui abbiamo condiviso tantissimi tour ed esperienze. Veniamo da quella scena e anche in Italia continuiamo a prediligere concerti negli squat, quando è possibile. Sono esperienze e tentativi di indipendenza che vanno assolutamente supportati.”

Una visione ben precisa, quella portata ad Amsterdam e in giro per il mondo, anche se il gruppo non si definisce politico in senso stretto: “Non crediamo ad una risposta politica perchè è già tutta la nostra impostazione di pensiero ad essere malata. C’è la narrativa sociale, ovvia, che è quella che ti racconta la televisione. Ma poi pensare che Salvini o Berlusconi siano il male, quello è solo il primissimo strato di carta velina a cadere”, Prosegue Pupillo. “E ti fa cadere in una narrativa personale tutto sommato rassicurante, che è quella di sentirti buono, perchè il mostro è solo qualcuno lì fuori mentre tu sei dalla parte del giusto. Per questo non siamo politici in senso classico. Perchè non è in quell’area, secondo noi, che si gioca la vera partita di un individuo”.

Non rivoluzione sociale e politica, dunque, ma più una rivolta personale forte che diventa, in musica, un suono teso, impellente, che parte dal metal e percorrendo vie sperimentali e non ancora battute, riducendosi ad una distorsione omeopatica e curativa. Il richiamo è a un’apocalisse, nel senso etimologico del termine, cioè a una rivelazione, ottenuta mediante il disvelamento di alcuni strati.

Quello sociale, il primo dei tanti, è solo specchio di un problema che, secondo gli ZU va molto più a fondo. “Ad un certo punto ti accorgi che non importa quanto alternativo sembri a te stesso, in realtà sei stato colonizzato, e serve tempo per imparare a distinguere te stesso dal groviglio di società che ti parla dentro. Per cui, Cortar Todo significa semplicemente tagliare con tutto”, spiega Pupillo.

Per questa rivelazione, il suono diventa vera e propria medicina di un linguaggio sterile, fatto di parole prive ormai di significatoe riesce ad arrivare direttamente alle zone più profonde della psiche, “Ha la possibilità di parlare ad un area dell essere umano da dove vengono i sogni, o magari anche gli incubi. Le mitologie, le fiabe, le fate e gli orchi”, conclude.



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