Un network di aziende olandesi potrebbe aver organizzato una maxi truffa sull’IVA dovuta allo Stato olandese e i proventi avrebbero poi finanziato organizzazioni terroristiche. Questo sostiene il programma televisivo Zembla nel corso di un’episodio andato in onda la scorsa domenica. Sarebbe la più grande frode fiscale sul valore aggiunto mai avvenuta in Olanda.

Le reti avrebbero ricavato miliardi commerciando con certificazioni ambientali fasulle esenti da IVA. Il pubblico ministero tedesco ha confermato a Zembla  che “numerose indicazioni di finanziamento del terrorismo internazionale” andrebbero a sostegno della tesi del programma.

Il programma avrebbe sentito anche il pubblico ministero italiano che avrebbe parlato di documenti relativi a questa indagine rinvenuti, addirittua, nella “grotta di Bin Laden”.  Richard Ainsworth, professore di diritto tributario presso la Boston University afferma: “Siamo certi che i terroristi sono coinvolti.”

 

Nel 2010, quando i nuclei speciali USA fecero irruzione nel rifugio dove Osama bin Laden sarebbe poi stato ucciso, avrebbero rinvenuto dei documenti che facevano capo ad una rete criminale in Italia; secondo le carte un miliardo di euro d’imposta sarebbe stato evaso grazie a certificazioni di CO2 fasulle.

La scoperta degli americani sarebbe stata confermata al programma olandese dal PM di Milano. Zembla avrebbe poi esaminato i dati delle transazioni provenienti da diverse aziende olandesi; essi mostrano che la società EcoDutch de l’Aja faceva parte di questa rete criminale.

Altra conferma è arrivata anche da Colonia: l’ufficio del pubblico ministero, pur rispettando il segreto istruttorio, ha confermato il coinvolgimento di società di diritto olandese nel sospetto network.

Il programma televisivo di inchiesta avrebbe sentito le società in questione, che negano qualunque addebito. Secondo  l’esperto finanziario Marius Frunza e il professore Richard Ainsworth, che su richiesta di Zembla hanno analizzato i dati delle transazioni mostrerebbero che i vertici delle società “non potevano non sapere”. E il legame tra la truffa e il finanziamento di organizzazioni terroristiche non può essere accidentale.

Perchè i Paesi Bassi? Nel 2009, una misura del governo ha di fatto reso possibile per le aziende che lavorano nell’ambito delle certificazioni CO2 risparmiare sull’IVA; questo regime avrebbe -secondo Zembla- contribuito a far eludere le indagini internazionali utilizzando l’Olanda come porto sicuro per traffici poco trasparenti.

La frode con i certificati di CO2 sarebbe la più grande frode all’IVA nella storia. Le reti internazionali coinvolte sarebbero state attive nel periodo dal 2008 al 2011. E avrebbero incassato tra i 5 e i 10 miliardi di , omettendo di pagare la tassa richiesta.