Il tribunale dell’Aia ha condannato a 20 anni di carcere un richiedente asilo siriano di 49 anni per il suo coinvolgimento nell’uccisione di un soldato siriano nel 2012. È la prima volta che qualcuno viene condannato nei Paesi Bassi per reati compiuti altrove, dice NOS.

Al K., ora 49enne, è stato coinvolto nell’esecuzione del 2012 di un soldato disarmato che si era arreso. Secondo il tribunale, il fatto che l’uomo sia stato ucciso con una pioggia di proiettili ha reso la vicenda un crimine di guerra.

All’inizio di questo mese la Procura avev chiesto 27 anni di carcere contro il siriano, perché considerato il leader di un’organizzazione terroristica. Ma la corte ha ritenuto che ci fossero troppo poche prove per quell’accusa. Anche per questo motivo la sanzione inflitta è stata inferiore. La corte ha anche tenuto conto del fatto che l’esecuzione è avvenuta durante un conflitto armato che ha avuto un forte impatto sulla vita del sospettato, dice NOS.

Nel 2013, Al K. è fuggito nei Paesi Bassi, dopo aver precedentemente disertato dall’esercito governativo del presidente Assad: il sospetto è che dopo la sua diserzione abbia guidato un gruppo di combattimento affiliato all’organizzazione terroristica Jabhat al-Nusra. In tale veste, avrebbe anche eseguito l’esecuzione del soldato.

Al K. è stato arrestato a Kapelle nello Zeeland nel 2019. Viveva lì da anni con moglie e figli, che aveva portato qui dopo la fuga dalla Siria. Il suo arresto è stato uno shock a Kapelle: era noto come un uomo amichevole che giocava per la squadra di calcio locale e andava anche in chiesa nel villaggio.