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X-Y Actiefonds: gandhiani, attivisti e non violenti. L’associazione che finanzia la disobbedienza civile compie 50 anni

Nata nel '68, sull'onda del periodo delle contestazioni, finanzia l'attivismo in mezzo mondo

di Serena Gandolfi

 

Legalità e giustizia vengono spesso usati come sinonimi. Eppure capita che si faccia distinzione tra leggi giuste e leggi ingiuste. Quando la giustizia formale non viene percepita come giustizia materiale, la tensione sale ed alcuni gruppi fanno ricorso a pratiche più radicali di protesta, spesso sul confine tra legale ed illegale, come la  disobbedienza civile.

Scioperi, boicottaggi, cortei e presidi danno voce alle masse che contestano queste contraddizioni del sistema; d’altronde le leggi sono il risultato di procedure e compromessi e non sempre agiscono per il bene comune. A 50 anni dal maggio che cambiò, nel bene o nel male, la società occidentale, esistono organizzazioni che finanziano e promuovono la lotta sociale.

Come X-Y Actiefonds: nato nel ’68 è un fondo che finanzia azioni dirette di contestazione civile. Con base ad Amsterdam, il Fondo fu creato da un gruppo di sognatori che investirono nel potere delle iniziative “dal basso”.

Negli anni ’60 il fermento sociale era tale che persino il Concilio Ecumenico Mondiale esortò a una sorta di auto tassazione anti-capitalista. La Chiesa propose agli abitanti dei paesi più ricchi di decurtare volontariamente una percentuale dai propri stipendi e devolverla in favore dei paesi più poveri.

“Il nostro nome viene proprio da quell’iniziativa” spiegano gli attivisti di X-Y a 31mag: “La X sta per la somma di denaro che lo Stato avrebbe dovuto garantire ai paesi del terzo mondo, la Y per la percentuale che effettivamente veniva investita in quel modo. La differenza tra la X e la Y (X-Y) era la quota che i volontari decidevano di tassarsi ”.

La peculiarità di X-Y sta nel finanziare proteste concrete. Nessun dibattito o convegno, ma azioni dirette. “Ogni grande trasformazione sociale parte da individui che si indignano di fronte alle ingiustizie e coraggiosamente si impegnano per il cambiamento” raccontano, “è dal basso che parte la spinta per risolvere e ripensare il sistema”.

Oltre a patrocinare tante delle manifestazioni che animano le strade di Amsterdam, X-Y Actiefonds è attivo su più fronti. Sostiene grandi campagne di protesta come “System Change, Not Climate Change” : collettivo austriaco impegnato a organizzare presidi contro l’ampliamento dell’aeroporto di Vienna. Aiuta cause ambientali, come quella nel Sud del Camerun per la pulizia delle coste dai rifiuti marini, ma appoggia anche cause sociali come la protesta in favore della realizzazione del Gay Pride boicottato in Romania da gruppi ortodossi.

È impegnato anche nella lotta alle multinazionali, lo scorso anno X-Y ha finanziato una protesta “creativa” contro Shell. Il gruppo di attivisti “Fossil Free Culture NL” si era schierato contro la collaborazione tra il Van Gogh Museum e la compagnia petrolifera. Nascondendo 411 conchiglie nel museo, gli attivisti sfidavano la sicurezza del Van Gogh a rintracciarle per “rimuovere l’influenza tossica di Shell” dalle sale. Storica anche la campagna “Heineken uit Burma” del 1996 in cui il Fondo finanziava il boicottaggio del birrificio. Heineken investiva nell’ex Birmania appoggiandone il regime violento e oppressivo.

Le zone in cui il Fondo agisce sono diverse: l’Est Europa, l’America Latina, l’Asia e l’Africa. Ognuna ha le sue battaglie: accesso alla terra, omofobia, censura e diritti dei lavoratori. “I problemi rispecchiano i bisogni delle diverse aree, ma tutti gli individui seppur in modo diverso lottano per lo stesso obiettivo: un mondo più equo, giusto e pulito”.

Spesso le azioni concrete vengano confuse con azioni violente, nonostante la natura di X-Y sia molto chiara: “Non finanziamo azioni violente come rivolte armate etc. Vogliamo lottare contro lo stigma che avvolge le azioni dirette. Certo, a volte la differenza è sottile, soprattutto quando finanziamo azioni di disobbedienza civile di massa. Tuttavia bisogna ricordare che non tutto ciò che è legale è giusto: nel 1955 in America la legge vietava a un nero di occupare un certo posto sull’autobus”.

Sul sito del Fondo, oltre al modulo per la richiesta fondi a sostegno delle  proprie iniziative di disobbedienza civile, è possibile contribuire alla causa partecipando al crowdfunding in sostegno delle varie campagne in tutto il mondo.

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