di Martina Bertola

 

 

Al via la la 61esima edizione del World Press Photo Contest, come ogni anno ad Amsterdam dal 14 aprile al 22 luglio nella location di Nieuwe Kerk.

Come ogni anno i giudici, 42 fotografi provenienti da 22 paesi diversi, hanno avuto di che discutere per scegliere non solo gli scatti e le gallerie vincitrici per ogni categoria, ma soprattutto per assegnare il titolo di “foto dell’anno”. Tecnica ed estetica dello scatto sono elementi fondamentali del giudizio, ma lo è soprattutto l’aspetto giornalistico. Con le loro foto i partecipanti al concorso devono essere in grado non solo di raccontare una storia, ma di rappresentare, sintetizzandola per immagini, la realtà sociale attuale.

Venezuela crisis, di Ronaldo Schemidt, si è aggiudicata il titolo di World Press Photo of the year. Scattata durante i violenti scontri seguiti alle proteste contro il presidente venezuelano Maduro, è diventata un emblema della violenza e dell’instabilità politica e sociale che il paese sta vivendo.

Venezuela Crisis di Ronaldo Schemidt

Nell’immagine si vede un ragazzo di 28 anni, José Victor Salazar Balza, correre con una maschera antigas sul viso e la maglietta in fiamme. Una foto drammatica e stupenda dal punto di vista della composizione, del colore e della tecnica, se si pensa con quale precisione sia visibile il fuoco che avvolge il corpo del ragazzo; terribile dal punto di vista umano; perfetta da quello giornalistico, in grado di sintetizzare con forza quello che è accaduto. Il ragazzo, per fortuna, è sopravvissuto.

Schemidt non è stato l’unico a occuparsi di questi scontri, nella stessa categoria Spot News anche Juan Barreto ha vinto il terzo posto della sezione stories con le immagini sconvolgenti di quelle proteste.

La crisi sembra un elemento ricorrente in molti lavori della competizione di quest’anno. Si parla di crisi del Venezuela, della crisi di Mosul  ma anche di tensioni in Occidente, rappresentate soprattutto dalle foto di Toby Melville, che ha immortalato gli attimi seguiti all’attentato di Westminster. Oppure dal vincitore della sezione stories di Spot News, David Becker, con le foto del massacro di Las Vegas.

Car Attack di Ryan Kelly

Particolarmente scioccante è anche il lavoro di Ryan Kelly, secondo nella categoria Spot News, che ha avuto il sangue freddo di premere il pulsante di scatto mentre l’auto del suprematista bianco James Alex Fields Jr falcia la folla dei dimostranti di Charlottesville.

Nella sezione General News due lavori sono dedicati all’esodo e allo sterminio dei Rohingya, costretti a fuggire dal Myanmar.

Dai temi più leggeri, ma impressionanti dal punto di vista tecnico, sono le foto della categoria Sport. Particolare è il reportage di Alain Schroeder Kid Jockeys che mostra, in pochi scatti, la corsa di cavalli Maen Jaran, in Indonesia, dove i fantini sono bambini che si lanciano a spericolate velocità senza sella e con pochissime protezioni.

The Boys and the Bulls di Nikolai Linares

Di bambini e sport si è occupato anche il vincitore del terzo posto di questa categoria, Nikolai Linares, che affronta un tema molto controverso, quello della corrida. Se questa pratica sta perdendo di popolarità, è pur vero che bambini come Emilio, protagonista del reportage, sognano ancora di diventare toreri e frequentano una scuola specifica ad Almeria, in Spagna, per coronare il proprio sogno.

Environment, Contemporary Issues, People e Long-Term projects sono le altre categorie della competizione.

Tutte le foto saranno esposte ad Amsterdam fino al 22 luglio, dopodichè l’esposizione farà tappa nelle principali città del mondo.