Riparare, modificare, riusare. Sono queste le tre parole d’ordine della visione economica proposta da Willem Hoogendijk dell’olandese “Earth Foundation” e destinata a liberare la società dalle catene della crescita.

In un articolo ospitato dal quotidiano Trouw, il cofondatore dell’organizzazione si è scagliato contro il consumismo imperante che sta facendo soffrire il mondo naturale e umano definito affettuosamente “la nostra fragile casa”. Il consumismo è un sistema che si autoalimenta, facendo sì che tutto e tutti ne siano prigionieri.

Le alternative faticano ad emergere ma ci sono nonostante tutto. “La creazione stessa di moneta viene messa in discussione e sistemi monetari complementari possono essere visti in pratica a livello locale” ha scritto.

Anche la cosiddetta economia circolare vista come una panacea non sposta di molto il meccanismo di produzione consumo, rimettendo in circolo in una spirale senza fine nuove e vecchie produzioni e mettendo a rischio la sostenibilità del sistema stesso.

Il premier Mark Rutte ha invitato i cittadini a consumare di più perchè è il consumo a tenere in piedi questo sistema economico, prosegue l’autore.  Secondo Willem Hoogendijk è il paradigma a dover mutare.

“Bisogna produrre meno e in un modo destinato a durare”. Solo cosi è possibile liberarsi dalle catene della crescita e dalle illusioni dell’economia circolare, riducendo la mobilità del capitale e rafforzando la garanzia reddituali per i lavoratori.

Senza l’ossessione della crescita e del denaro, scrive ancora Hoogendijk, l’economia può strutturarsi in maniera intelligente