Geert Wilders sarebbe il responsabile stesso del suo processo, a sostenerlo è il quotidiano Volkskrant che racconta oggi di un mozione del leader islamofobo nel 2005 all’ufficio del pubblico ministero per norme più rigide contro l’incitamento all’odio.

Allora, il PVV non esisteva, Geert Wilders era deputato della “Lista Wilders” e lo scopo della mozione era proprio quello di perseguire la radicalizzazione (islamica) dei giovani cercando di bloccare il jihadismo con una stretta all’interpretazione del concetto di libertà d’espressione.

Per uno strano scherzo del destino, Wilders si trova oggi a lanciare invettive contro i giudici, accusati di essere “fiancheggiatori dei terroristi” fondamentalmente per aver applicato una modifica alla legge, da lui stesso fortemente voluta.

Primo firmatario di quella mozione fu l’allora segretario dei laburisti-Pvda Wouter Bos e la proposta venne discussa all’indomani dell’omicidio di Theo van Gogh, per cercare di frenare ” i giovani che cercano rifugio nell’Islam politico. ”

Secondo il docente Sackers Henny, sentito dal quotidiano di Amsterdam, è singolare che il politico PVV chiami “politico” un processo istruito contro una figura pubblica che vede nell’approccio penale la soluzione ai problemi della società.