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CULTURE

“Why We Cycle”, come si costruisce una cultura del ciclismo?

In Canada si spendono 10 dollari a persona per anno in infrastrutture ciclistiche, nei Paesi Bassi cinque volte di più



Brian Doucet è un professore presso l’Università di Waterloo in Canada, distintosi per una proposta particolare in ambito accademico. Ha deciso di proiettare il documentario “Why We Cycle” a Kitchener, città sede dell’università, con l’intento di far riflettere sulle possibilità e le sfide del ciclismo nella regione partendo dal modello dei Paesi Bassi.

La pellicola del 2017 esamina da vicino gli effetti del ciclismo su persone, comunità e città, attraverso il filtro dell’esperienza olandese: nel documentario ciclisti ed esperti spiegano perchè andare in bicicletta sia importante per l’autostima dei bambini e per ridurre costi socio-sanitari.

Non va dimenticato che Doucet ha vissuto nei Paesi Bassi per dieci anni e sa bene quanto sia importante lì spostarsi in bicicletta. “Mi piace condividere la mia esperienza con le persone. Quando mi sono trasferito in Olanda nel 2004, la seconda cosa che ho comprato è stata una bicicletta. Quando sono tornato nel sud dell’Ontario nel 2017, la seconda cosa che ho comprato è stata un’auto“, ha commentato con ironia Doucet a CBC Kitchener-Waterloo, The Morning Edition.

Secondo il professore, la sua esperienza non è molto distante da tante altre: è innegabile che il ciclismo sia diventato parte integrante della cultura olandese. Doucet evoca la lunga storia della creazione di un “ambiente ciclistico” nel Paese, consapevole che la costruzione di infrastrutture ciclabili abbia richiesto grandi sacrifici.

I finanziamenti sono stati la chiave del successo. “Mentre qui la spesa per le infrastrutture ciclabili è inferiore a 10 dollari a persona ogni anno”, continua Doucet, “i Paesi Bassi spendono fino a 50 dollari a persona“.

“Se vuoi davvero che le persone investano nelle biciclette, allora devi fare in modo che questa diventi la priorità. È necessario intervenire sull’ambiente e su come è costruito”, ha affermato. “Questo non significa cercare di costruire una pista ciclabile dovunque sia possibile. Quanto più farsi domande come: ‘Come possiamo dare priorità? Come possiamo semplificare le cose? Come possiamo rendere le cose distinte e connesse nello stesso tempo?'”.

Doucet è convinto che una cultura del ciclismo non sia importante solo per garantire il miglioramento della salute e dell’ambiente.

Stando ai dati emersi nel documentario, per esempio, il ciclismo diffuso incoraggia i bambini ad essere più indipendenti e rende la società più fiduciosa.



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