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Waterschapsbestuur, l'”ente inutile” che ci tiene asciutti



di Benedetta Di Matteo

 

Il prossimo 20 marzo, insieme all’elezioni provinciali, verranno rinnovate le assemblee elettive dei 21 waterschapsbestuur del Paese, consigli che si occupano di pianificare le politiche relative alla gestione delle risorse idriche. In particolare, i watershapsbestuur sono responsabili della gestione di dighe, del mantenimento del livello dell’acqua e dei processi di depurazione delle acque di scarico.

In Olanda ci sono 21 waterschap e ognuno elegge due consigli d’amministrazione: uno generale, che svolge principalmente una funzione manageriale, e un altro che si occupa di svolgere i compiti giornalieri delle waterschap. Entrambi i consigli d’amministrazione sono presieduti della figura del watergraaf o dijkgraaf.

Le elezioni che si terranno il 20 marzo riguardano il consiglio d’amministrazione generale, cioè l’algemeen bestuur. Gli elettori, ovvero tutti i cittadini olandesi maggiorenni, quelli UE e gli extra-UE, questi ultimi se risiedono da almeno 5 anni nei Paesi Bassi, hanno diritto di votare per il waterschap della loro zona.

Solitamente l’algemeen bestuur consiste di un un gruppo di 18-30 consiglieri, rappresentanti di vari partiti nazionali e provinciali, tra cui VVD, CDA, PvdA e 50Plus, affianco a rappresentanti di aziende, agricoltori e ambientalisti. Quest’ultimi non vengono eletti ma sono considerati membri “permanenti” del consiglio.

 

Ente inutile?

Un organo troppo tecnico e lontano dalla gente, pensano i tanti che da anni ne chiedono la soppressione e puntano il dito contro il basso turn-over elettorale (nel 2008 votarono per le “assemblee dell’acqua” appena il 18% degli aventi diritto). Ma in un’intervista al quotidiano Paarol, il presidente dell’assemblea responsabile per l’area di Amsterdam, Gerhard Van de Top, difende il ruolo delle waterschapsbestuur: l’acqua è un elemento cruciale nella gestione politica dei Paesi Bassi e l’amministrazione delle risorse rispecchia molto i diversi orientamenti politici.

Van de Top, sottolinea che la scarsa popolarità di questi consigli è dovuta in larga parte alla materia tecnica che gestiscono ma l’abitudine della gente di considerare il sistema idrico “efficiente” per natura, sottovaluta le molte scelte di politica che consentono al Paese, in gran parte sotto il livello del mare, di rimanere “all’asciutto”.

waterschap, tra l’altro, impongono alla cittadinanza un prelievo fiscale diretto, senza dover attingere al complesso calderone delle finanze pubbliche. Anche se i pronostici delle elezioni a fine mese non depongono a favore di una improvvisa crescita di interesse per questo ente, una delle più antiche assemblee elettive del paese, la coincidenza con l’elezione per il rinnovo dei consigli provinciali (importanti perché il “make up” delle nuove Province determinerà la composizione del prossimo Senato) potrebbe essere per le waterschapsbestuur una spinta propulsiva.



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