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L’irruzione violenta della polizia di Waterloo nell’abitazione di una famiglia, per violazione delle regole Covid, continua a far discutere. La polizia, tramite le parole del procuratore e la famiglia, sui social media, continuano a scambiarsi accuse. Cosa sia, realmente, accaduto allo stato attuale è difficile da dire. Ciò che è evidente, dalle immagini che circolano sui social, è che la colluttazione tra gli agenti e la madre della famiglia deve essere stata particolarmente violenta: la donna, infatti, ha riportato la frattura del setto nasale.

Stando alla ricostruzione della procura, che per il momento difende gli agenti e considera l’intervento “proporzionato”, la polizia è arrivata intorno alle 23:30 e ha scoperto che tra le 12 e le 15 persone stavano avendo un “lockdown party”: quando i presenti si sono accorti dell’arrivo della polizia, dice il pubblico ministero, molti sarebbero fuggiti dal retro e il padre avrebbe cercato di guadagnare tempo, impedendo ai poliziotti di entrare a casa.

Di fronte al rifiuto, alla fuga e all’aggressività rilevata -dice la procura- il magistrato di turno ha dato il via libera all’irruzione: un minore è stato trovato nascosto sotto un letto al piano di sopra dell’edificio. Quando la donna ha iniziato a filmare i poliziotti, poi, la situazione sarebbe degenerata in fretta: stando alla procura, la famiglia avrebbe aggredito gli agenti e questi si sarebbero difesi.

La presenza in forze della polizia è dovuta alla posizione dell’edificio che si trova al confine tra tre aree di competenza: per questa ragione, sono intervenute pattuglie da Lasne, Waterloo, Braine-Alleud e da Brabant Ardenne, queste ultime come rinforzi.

“Per il momento, non ho indicazioni di un’azione sproporzionata o inappropriata” da parte della polizia, ha il procuratore di Waterloo a 7sur7. “Secondo le informazioni in mio possesso, sono state proprio le aggressioni – prima di tutto – alle due persone che hanno giustificato la risposta della polizia per riportare tutto sotto controllo“, ha detto. “È l’uso legale della forza, purché proporzionato”, ha aggiunto.

Per il pm, poi, le immagini sarebbero fuori contesto. Questa però, è la versione della polizia. Quella dei residenti è totalmente diversa. La famiglia, attraverso i social media, smentisce la ricostruzione della polizia: erano solo 6 e non 15. La famiglia ammette di aver resistito ma sottolinea che l’escalation è stata cercata dagli agenti

“Sam, aiuto, stanno uccidendo i genitori”, avrebbe detto Lea, la figlia della donna colpita dagli agenti al fratello. La ragazza, in un’intervista a 7sur7 dice:  “Mia madre era un po ‘arrogante, e sì, ha provocato dicendo che voleva filmare. Ma normalmente la polizia è addestrata a controllarsi e l’uso della forza deve essere proporzionale, mi ha appena detto una poliziotta che ha trovato molte cose sbagliate nelle immagini “.

Stando alla ragazza, la poliziotta che si vede nel video avrebbe afferrato il telefono della donna e non voleva restituirglielo. Un altro agente, che la giovane identifica come “marito della poliziotta” e che non era -ufficialmente- in servizio quella sera, avrebbe colpito la madre della ragazza e altri agenti avrebbero scaraventato a terra il padre, colpendolo con durezza. La giovane, alle accuse mosse dalla polizia, che il video è stato montato ad arte, ha risposto che una volta oscurati i volti, pubblicherà le immagini per intero.

Quanto alla loro detenzione, la ragazza dice di essere stata maltrattata in carcere e sostiene che i suoi diritti fondamentali siano stati violati.

La sindaca di Waterloo chiede venga mantenuta la calma: non volendo commentare sul merito del caso,  Florence Reuter (MR), dice 7sur7, spiega di aver ricevuto molti messaggi dopo l’intervento della polizia venerdì sera. “E ‘in corso un’indagine giudiziaria” ha detto la sindaca di Waterloo in un comunicato. E se la prende con i social media che “mancano le sfumature”