L’ambasciatrice olandese in Australia Marion Derckx ha visitato il nuovo Western Australian Museum di Perth. L’intenzione è quella di scoprire in prima persona come le storie dei Paesi Bassi e Australia si siano intrecciate e siano state raccontate.

I due Paesi hanno sempre beneficiato di un forte legame e il museo ne è una prova lampante. 

L’agenzia olandese per l’eredità della cultura nautica ha organizzato un programma internazionale ed è il maggior contributore per questo tipo di progetti. Lavora a stretto contatto con l’ambasciata, il museo e altre organizzazioni per raggiungere un pubblico sempre più ampio in tutti e due i paesi.

Secondo Alec Coles, CEO del museo, Australia e Paesi Bassi condividono una storia affascinante, che risale a più di 400 anni fa. Molte navi della Compagnia delle Indie sono naufragate sulle coste occidentali dell’Australia a partire dal 1616 – data dell’arrivo di Dirk Hartog a Shark Bay – e sono esposte ora nel museo.

Coles trova inoltre davvero appropriato che l’edificio per il nuovo Museum sia progettato dagli architetti australiani Hassell in collaborazione con lo studio OMA di Rotterdam.

La Derckx è entusiasta del contributo olandese al WA Museum: l’ambasciata si è cimentata ultimamente nella ricerca di nove idrovolanti appartenenti alla Marina olandese, distrutti dai Giapponesi a Broome durante la Seconda Guerra Mondiale. Trasportavano rifugiati olandesi provenienti dall’Indonesia: almeno 70 persone uccise, tra cui donne e bambini.

Secondo l’ambasciatrice Derckx, l’esposizione del relitto nel nuovo museo è un modo per comprendere a fondo la tragicità di questo episodio e soprattutto per commemorare le vittime.