Sarebbero almeno 10 i comuni nei Paesi Bassi che vorrebbero mettere uno stop alla pratica di “appartarsi” in parchi ed altri luoghi pubblici; hanno iniziato piazzando recinzioni, tagliando cespugli e multando la nudità in pubblico, stando alle parole del quotidiano.

È una questione che i comuni considerano da anni, ma chiudere questi luoghi di ritrovo non è facile perché gli atti sessuali all’aria aperta non sono illegali, sebbene violare il decoro lo sia. In pratica ci si può abbandonare a momenti di intimità negli spazi aperti, fino a che non si viene beccati.

La questione è sensibile soprattutto per la comunità LGBT: secondo Platform Keelbos, un’organizzazione volta a difendere i diritti dei gay, i comuni stanno tentando di chiudere questi spazi già dal 2015. L’organizzazione fa riferimento a Engelermeer a Den Bosch, l’area intorno al parcheggio Ginkelse Zand, in prossimità dell’A12, al lago Kibbelkoele a Coevorden e anche al lago Kraaijenbergse nel comune di Cuijk.

I luoghi di ritrovo, soprattutto frequentati da gay sono una questione controversa per molte comunità perché non solo implicano il sesso, ma addirittura quello tra uomini. Sempre secondo van Hoof, l’esistenza di questi spazi è dovuta al fatto che l’omosessualità è ancora un tabù e gli habitué sono coloro che non hanno ancora fatto outing. “Non è smantellando questi posti che si elimina il desiderio di un uomo”.

Van Hoof crede che i comuni dovrebbero piuttosto pensare a come ridurre gli elementi di disturbo. Piantare cespugli che fungano da riparo o piazzare bidoni per ridurre i rifiuti a terra potrebbero essere dei punti di partenza.