Dopo le ultime notizie choc sui visoni affetti da covid, gli allevamenti olandesi sembrano destinati a scomparire. I visoni infetti in più di dieci allevamenti saranno sterminati col gas. Il giornale Volkskrant ha indagato su questa industria in via di estinzione.

I Paesi Bassi ospitano circa 128 allevamenti di visoni. Il paese si piazza come terzo produttore al mondo di pelliccia, dopo Danimarca e Cina. L’uso della pelliccia e le condizioni degli animali erano stati messi in discussione già dal 1989, ma la prima legge a vietarne la pratica è una legge del 2013. Quest’ultima concedeva agli allevatori di trarre profitto dei loro investimenti fino allo scadere del 2023. Il divieto imminente aveva gettato nella disperazione diversi allevatori, che si sono suicidati.

Un settore già in crisi e problematico

Per alcuni, però, il commercio di pellicce – che per la maggior parte viene esportato in Cina, in Russia e in Giappone, e in Europa in Italia e in Grecia – è stato un affare redditizio. Ad arrichirsi di più è stato Jos van Deurzen di Elsendorp, divenuto miliardario con una fortuna stimata di 89 milioni di euro. Van Deurzen ha almeno dieci allevamenti di visoni, tra Paesi Bassi e estero, e possiede fabbriche di mangimi e gabbie

Già prima del covid19 gli allevatori si trovavano in cattiva acque. La sovrapproduzione negli ultimi anni aveva causato il crollo del mercato delle pellicce. Il prezzo standard di 70 euro per una pelliccia è dimezzato. Inoltre, nel settembre dello scorso anno il settore era stato sottoposto al controllo dell’ufficio delle imposte per sospetta frode fiscale e riciclaggio di denaro. Si pensava che oltre 50 milioni di euro di entrate fossero stati mandati in conti in Lussemburgo.

Non si sa ancora se gli allevatori di pellicce verranno risarciti per l’uccisione a tappetto dei visioni. Non è ancora noto, nemmeno, se sarà possibile per loro ripartire dopo la crisi covid, ha detto il Volkskrant.