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Volkskrant, Maarten Keuleman: l’anno prima del Covid-19, picco di morti da influenza stagionale



Author: Ad Meskens Source: Wikipedia License: Attribution-Share Alike 4.0 International

Una delle frasi più dette e scritte sui vari media durante la pandemia è stata: l’influenza nel 2017-2018 ha ucciso, per settimana, più persone del coronavirus. Esiste perfino un intero sito web sull’argomento, gestito dall’imprenditore e attivista anti-vaccinista Kees Faasse, il quale afferma che “affari mostruosi” stiano dietro questa crisi pandemica.

Tuttavia molti personaggi di spicco del mondo scientifico, come l’epidemiologo del RIVM Jaap van Dissel, hanno smentito questa tesi complottistica dimostrando come i numeri di morti per il virus sarebbero ben superiori rispetto a quelli della più comune influenza.

Eppure ancora si sentono affermazioni quali “è una semplice influenza”, ma è vero oppure no? La risposta definitiva è NO e a riportarlo è Maarten Keuleman su Volkskrant che, dopo aver consultato esperti e letto vari rapporti, ha identificato le 3 ragioni principali che hanno portato a questo paragone tra i due eventi:

1 – Il 2017-2018 è stato di fatto un periodo problematico

Secondo il ricercatore in pensione di medicina generale Ted van Essen, l’inverno del 2017-2018 è stato caratterizzato da una mortalità straordinariamente alta, passata in sordina sui media perchè: “Lo troviamo in qualche modo più normale quando gli anziani muoiono”.

“C’erano davvero molti problemi”, ricorda anche la ricercatrice Susan van de Hof, responsabile delle statistiche sulle malattie infettive al RIVM. Si stima che circa 9500 olandesi siano stati uccisi dall’influenza in quel periodo. Una media di 2700 morti in più rispetto alla normale stagione influenzale. 

2 –  Il Covid-19 è di fatto una malattia diversa

L’influenza del 2017-2018 è stata problematica ma non così tanto da intasare i reparti di terapia intensiva come sta accadendo ora. Van Essen ricorda come anche nell’influenza passata ci fossero molte polmoniti in più rispetto al normale, ma quei pazienti restavano in terapia intensiva per meno tempo. “Se l’influenza porta alla polmonite”, afferma Van Essen, “è più spesso una polmonite batterica. Contrariamente a una semplice infezione virale, che può essere trattata con antibiotici”.

A conti fatti rimane il mistero su quale sia stato nello specifico il virus influenzale che tra il 2017 e il 2018 ha ucciso 9500 persone. “Non lo sappiamo”, afferma Van Essen “abbiamo osservato che c’è stato un enorme tasso di mortalità negli anziani e sappiamo che c’è stata un’epidemia di influenza. Ma non abbiamo studiato esattamente come queste siano in relazione. Quelle persone potrebbero essere cadute nel ghiaccio, per così dire.”

3 – Il coronavirus si è diffuso solo adesso

L’epidemia di influenza del 2017-2019 è iniziata intorno a Sitnerklaas, mentre il coronavirus è apparso nel nostro paese a febbraio. “Ora stiamo assistendo a un chiaro aumento della mortalità”, afferma il matematico della RIVM Van den Hof. Ci vuole sempre un po’ di tempo prima che un tale aumento possa essere osservato; occorrono due settimane affinchè l’Ufficio Centrale di Statistica effettui una stima abbastanza completa del numero di decessi nel paese. Ma a quanto pare il numero di morti nei Paesi bassi è salito alle stelle tra il 18 e il 25 marzo con oltre 1000 morti. 

“Questo è un picco molto alto”, afferma Van den Hof. La mortalità è aumentata sopratutto nelle province del sud e dell’ovest, il che è un segno che è proprio il Covid-19 che sta spingendo a questo aumento.

I dati della settimana passata, a partire dal 26 marzo, sono tutt’altro che completi. “Ci aspettiamo che questo continui così per un po’” osserva Van den Hof  “Dopotutto, la mortalità è sempre in ritardo rispetto ai ricoveri ospedalieri di diverse settimane. E ci sono le case di cura: nessuno sa esattamente come il virus si comporterà”. 

Forse la differenza più importante tra l’influenza e il Covid-19 è che contro il virus dell’influenza potremmo ancora armarci del vaccino antinfluenzale, nonchè molte persone hanno già sviluppato una certa resistenza da precedenti infezioni influenzali. Al contrario il coronavirus, che sta attualmente diffondendosi per il mondo, ha via libera perchè sconosciuto ai nostri organismi. 

“L’aspetto del picco di mortalità del Covid-19 dipenderà molto dall’effetto delle misure che abbiamo adottato contro la diffusione del virus,” afferma Van den Hof “ma non c’è dubbio che ci sarà un picco.”

 






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