Secondo i tour operator, le compagnie aeree dovrebbero assumersi maggiori responsabilità cancellando le tratte più a rischio, e cioè le destinazioni di vacanza. TUI e Corendon hanno annullato i viaggi per le aree più popolari ma KLM offre ancora biglietti per quelle destinazioni.

Frank Oostdam dell’ANVR, associazione di categoria, definisce le immagini della folla a Schiphol “dannose per la nostra immagine” a NOS Radio 1 News. Secondo lui, i tour operator non hanno responsabilità: la colpa è delle compagnie aeree e degli aeroporti.

Petra Kok di TUI, dice a NOS che le folle sono causate da voli di linea, non da quelli per destinazioni vacanziere:”Schiphol è molto tranquillo per la maggior parte del tempo; a quanto pare l’aeroporto non è riuscito a organizzare correttamente l’ora di punta”, dice. La sua società, dice, non offre destinazioni in aree arancioni.

Sono le compagnie aeree che ora devono assumersi la loro responsabilità, secondo Oostdam: “I clienti che ora ricevono una cancellazione da una delle nostre organizzazioni di viaggio si recano al banco KLM per prenotare un biglietto e lo stesso hotel online che avrebbero ricevuto tramite noi. E vanno ancora in vacanza. Mentre noi non viaggiamo più nella zone arancioni “.

Oostdam è favorevole al piano per una dichiarazione sulla natura del viaggio: necessario oppure no? “Come società, abbiamo deciso insieme che andare in vacanza è irresponsabile. Le compagnie devono quindi regolamentare in modo più rigoroso traffico aereo necessario e non necessario “.

Transavia dice che non è così bianco e nero come afferma l’ANVR e che molti passeggeri hanno famiglie proprio nelle destinazioni più popolari in questo periodo dell’anno. KLM sostiene a NOS di rispettare le regole del governo sul Covid e non si assume responsabilità sui viaggi dei passeggeri.