La ministra delle infrastrutture Cora van Nieuwenhuizen ha detto al parlamento che vorrebbe che i paesi dell’UE optassero per i voucher al posto del rimborso, per i voli aerei cancellati in seguito all’emergenza corona virus. Tale richiesta è contraria all’attuale regolamento comunitario che impone alle compagnie di rimborsare i clienti entro sette giorni dal volo cancellato.

La richiesta va incontro a quella delle compagnie aeree che vorrebbero emettere voucher per evitare il collasso finanziario, nell’eventualità di rimborsi a tutti i passeggeri che non hanno potuto usufruire del loro volo.Gli analisti, ha detto il ministero, stimano che Air France-KLM da sola ha 3 miliardi di euro in biglietti che dovrebbero essere rimborsati.

British Airways, Easyjet, Ryanair e TUI stanno inoltre estendendo offrendo voucher al posto dei rimborsi, cedendo solo con quei clienti più insistenti. Questo, ha detto Van Nieuwenhuizen ai parlamentari, è il motivo per cui molti paesi, inclusi i Paesi Bassi, stanno chiudendo un occhio sull’obbligo di rimborso, anche se i voucher sono validi solo per un anno e i passeggeri potrebbero rimanere senza nulla se la compagnia aerea fallisse.

“L’ho fatto per proteggere la posizione finanziaria delle compagnie aeree”, ha detto la ministra sostenendo, però, che le compagnie dovrebbero rendere più flessibili le condizioni, ad esempio, consentendo di trasferire il voucher ad altri.

Tuttavia, i passeggeri che insistono per un rimborso in contanti che viene rifiutato dalla compagnia aerea hanno la possibilità di adire per vie legali ha detto la ministra che auspica una soluzione europea.