GroenLinks, D66, DENK e BIJ1 hanno presentato una delibera per abbandonare il procedimento di  perquisizioni preventive in città. Venerdì la sindaca Halsema ha incontrato i consiglieri comunali critici apportando alcune modifiche, ma ciò non è sufficiente per i partiti politici.

Nelle ultime settimane si sono verificati diversi accoltellamenti e sparatorie, ricorda AT5 e la sindaca insieme al capo della polizia e al PM vuole frenare questa ondata introducendo in maniera più ampia lo “stop and search”, già previsto in via eccezionale dall’ordinamento locale.

Secondo i quattro partiti politici, le perquisizioni preventive sono “mezzi inefficaci comprovati”: “Non credo che dovremmo creare l’illusione che con questo mezzo risolveremo tutto. Non è affatto così”, dice il consigliere comunale del GroenLink Zeeger Ernsting. “Devi fare la cosa giusta per prevenirlo. Penso che parte di esso sia la prevenzione.”

Anche il D66 è contrario: troppi danni con la profilazione etnica e costo troppo elevato per la polizia, senza -tra l’altro- avere certezza di risultati, dice il capogruppo D66 Reinier van Dantzig. “Allora non credo che dovremmo farlo.” Il Partito per gli Animali sostiene la proposta, il che significa che la maggioranza del consiglio comunale è contraria al tanto discusso processo.

Tuttavia, la sindaca può scavalcare il consiglio: trattandosi di una misura di ordine pubblico, il cosidetto “driehoek” (sindaca, pm e capo della polizia) possono decidere anche contro il volere della politica cittadina.