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CLIMATE

Vietate proteste a largo delle piattaforme nel Mare del Nord, Shell batte Greenpeace in tribunale



Copyright foto’s: Marten van Dijl / Greenpeace

Una corte scozzese ha dato ragione a Shell nella causa intentata contro Greenpeace International e Greenpeace NL: per il giudice l’organizzazione ambientalista non potrà più portestare nei pressi delle piattaforme petrolifere Shell a Brent, a largo del Regno Unito. Shell ha intentato una causa dopo una protesta pacifica di Greenpeace in ottobre contro i piani della multinazionale di abbandonare parti di quattro vecchie piattaforme petrolifere nel Mare del Nord. Secondo Greenpeace ci sarebbero ancora più di 11.000 tonnellate di petrolio nei serbatoi di stoccaggio di tre delle piattaforme che finiranno -probabilmente- in mare.

Meike Rijksen, leader della campagna per Greenpeace Paesi Bassi, dice in un comunicato: “Questa è una battuta d’arresto, ma tutti capiscono che la vera preoccupazione sono i piani di Shell di scaricare 11.000 tonnellate di petrolio nel Mare del Nord. Continueremo a farci sentire”, dice ancora l’attivista nel comunicato. “Greenpeace ha quasi 50 anni di esperienza con proteste pacifiche. Nessuno farà tacere, nemmeno Shell “.

Jasper Teulings, capo affari legali di Greenpeace International ha aggiunto nel comunicato: “Attualmente stiamo aspettando la decisione scritta. Dobbiamo quindi analizzarlo accuratamente prima di decidere su un possibile ricorso. ”.

Il 14 e 15 ottobre, gli attivisti hanno scalato la piattaforma montando striscioni di protesta.






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