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ART

Vienna omaggia Jan van Eyck, il padre della pittura fiamminga delle origini

Pittura a olio, naturalismo, realismo e colori brillanti: questo è ciò che contraddistingue la produzione di Jan van Eyck, pittore prediletto di Filippo il Buono



Fino al 20 ottobre 2019, il Kunsthistorisches Museum Wien, museo di storia dell’arte viennese, celebra Jan van Eyck esponendo venti delle sue opere nella mostra Als Ich Can.

Ogni dipinto testimonia le caratteristiche della produzione artistica durante il regno del Duca Filippo il Buono; fu un vero periodo di fioritura per i Paesi Bassi borgognoni.

Tra gli artisti radunati presso la sua corte, Filippo prediligeva un pittore in particolare, Jan van Eyck; dipingeva soprattutto a olio, dimostrando un’abilità eccezionale nel combinare realismo e colori brillanti, il tutto in maniera più naturale possibile tramite pennellate sottili. Ben presto raggiunse, in tutta Europa, la fama di padre della primitiva pittura fiamminga.

La novità rappresentata da Jan van Eyck consisteva non solo nella tecnica, ma anche in un elemento specifico: firmava e datava le sue opere, il che era piuttosto insolito per un pittore, considerato all’epoca un semplice artigiano. Ed era una firma del tutto originale; si trattava infatti di un motto scritto in alfabeto greco, che tradotto dall’olandese recitava “come meglio posso”, indice di modestia dell’artista.

Ma il pezzo forte della mostra è Vergine alla Fontana (1439), ultimato due anni prima della sua morte. Questo quadro devozionale viene considerato il capolavoro di van Eyck, concesso su prestito del Royal Museum of Fine Arts di Anversa.






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