Ring, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Un videocitofono che riprende anche la strada pubblica è soggetto alle regole sulla privacy. Per evitare problemi, l’ideale è limitare l’inquadratura alla propria proprietà, spiega il sito del programma Radar.
Secondo l’avvocato specializzato in diritto ICT Arnoud Engelfriet, se la telecamera riprende esclusivamente il proprio terreno non si applica il GDPR. Se invece sono riconoscibili persone che passano sulla strada, entrano in gioco le regole sulla protezione dei dati. Anche il portico o l’ingresso comune di un’abitazione in affitto va considerato.
È quindi possibile usare schermature fisiche o le funzioni di mascheramento dell’immagine presenti in molti dispositivi per escludere dalla ripresa le aree pubbliche. Un piccolo pezzo di marciapiede non è necessariamente un problema, purché i passanti non siano riconoscibili.
Non esiste un termine fisso per la cancellazione delle immagini, ma devono essere conservate solo per il tempo necessario. Per un normale videocitofono, secondo Engelfriet, 24 ore possono essere sufficienti. Se invece una registrazione serve come prova di un reato o per un’assicurazione, può essere conservata più a lungo.
Quando la strada pubblica viene ripresa, le persone riconoscibili nelle immagini possono anche chiederne l’accesso o la cancellazione, se non esiste un motivo valido per conservarle. Al contrario, chi entra esclusivamente nella proprietà privata ripresa dalla telecamera non ha automaticamente questo diritto.
Infine, le immagini non vanno pubblicate online o condivise con altri solo perché si ritiene che mostrino un comportamento sospetto. In caso di furto o altri reati, è meglio consegnarle alla polizia o all’assicurazione: pubblicare le registrazioni può portare anche a identificare e accusare la persona sbagliata.







