Kremlin.ru, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
contro gli Stati Uniti per la presunta violazione del diritto internazionale in Venezuela.
Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ad interim Van Weel durante un
acceso dibattito alla Tweede Kamer, spiegando di comprendere le ragioni
dell’intervento americano e di voler mantenere aperto il dialogo con Washington, scrive NOS.
Il Parlamento si era riunito in via straordinaria dopo la pausa natalizia per essere
aggiornato sulla situazione in Venezuela, su Groenlandia e sulle implicazioni
per Aruba, Bonaire e Curaçao, nonché sui colloqui in corso con gli Stati Uniti.
“Otto milioni di venezuelani sono già fuggiti dal Paese e gli Stati vicini
subiscono le conseguenze di quello che negli ultimi anni è diventato un narco stato e
avrebbero sfruttato la situazione, mentre Hezbollah avrebbe piazzato mine
e combattenti di Hamas avrebbero trovato rifugio temporaneo nel Paese.
Il caso Maduro e i contatti con Washington
Van Weel ha detto di comprendere, anche alla luce dei colloqui con il segretario di Stato
americano Marco Rubio, la scelta degli Stati Uniti di allontanare dal Paese
esclusivamente l’ex presidente Nicolás Maduro e sua moglie.
“Gli Stati Uniti hanno cercato di convincerlo a cambiare rotta, senza successo.
A quel punto hanno deciso che dovesse lasciare il potere”, ha spiegato,
sottolineando che Washington avrebbe fatto tesoro delle esperienze fallimentari
di precedenti cambi di regime.
Prigionieri politici e ruolo dell’UE
Sono in corso colloqui con il presidente ad interim Rodríguez su materie prime,
economia, elezioni democratiche e soprattutto sul rilascio dei prigionieri politici.
Anche l’Unione europea intende svolgere un ruolo. “Vogliamo concentrarci su ciò
su cui possiamo avere un’influenza reale, come i prigionieri politici e i contatti
con l’opposizione. Una liberazione sarebbe un primo segnale positivo”, ha detto Van Weel.
Le critiche in Parlamento
La maggioranza dei deputati ritiene che l’azione americana e la cattura di Maduro
rappresentino una violazione del diritto internazionale, pur accogliendo con favore
la sua uscita di scena. Solo il partito FVD si è espresso in modo nettamente negativo
sull’operazione statunitense.
Una minoranza ha chiesto una condanna dura e pubblica degli USA.
“Trump è un despota criminale”, ha detto il leader di Denk Van Baarle.
“Imperialismo puro”, secondo Volt. Per GL-PvdA si tratta di un segnale
pericoloso verso Russia e Cina, parlando di “doppio standard”.
Van Weel ha ribadito l’importanza del diritto internazionale, ma ha osservato che
leader come Putin e Xi finora lo hanno ignorato, sostenendo quindi una linea
pragmatica orientata ai risultati.
La maggioranza sostiene il ministro
Una larga maggioranza parlamentare appoggia la linea del governo, ritenendo
sufficiente sollevare la questione nei colloqui internazionali senza una condanna pubblica.
“Serve politica adulta, non moralismo”, ha detto il deputato CDA Boswijk.
Anche VVD, JA21, BBB e PVV hanno sostenuto la posizione del ministro,
sottolineando la dipendenza europea dagli Stati Uniti in materia di sicurezza.
Restano alte anche le preoccupazioni per Aruba, Bonaire e Curaçao,
a poche decine di chilometri dalla costa venezuelana. Secondo il ministro,
dopo un primo momento di tensione, la situazione è tornata sotto controllo:
turismo e rifornimenti proseguono regolarmente.







