U.S. Secretary of Defense, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Svariati membri della classe politica del Belgio hanno chiesto misure più soft per i vaccinati contro il coronavirus.

Martedi, il ministro federale della salute Frank Vandenbroucke ha richiesto agli esperti del Cominato Coronavirus (GEMS) un consulto riguardo alla possibilità di dare più libertà alle persone vaccinate in Belgio, il che ha causato una reazione avversa in molti politici, scrive De Morgen.

La richiesta di Vandenbroucke arriva in seguito alla pubblicazione di un rapporto da parte di US Centre for Disease Control and Prevention, in cui si legge che “le persone completamente vaccinate possono incontrare altre persone totalmente vaccinate in luoghi chiusi, senza indossare mascherine e distanziamento fisico”.

Secondo il presidente del partito Open VLD, Egbert Lachaert, “non è una buona idea” dare certi diritti alle persone in base alla vaccinazione in quanto molti stanno aspettando ancora il loro turno. “Ci siamo dentro insieme e ne usciremo insieme”, ha twittato. “Tutti potranno godere di maggiori libertà da maggio in poi.”

Il presidente del partito dei Verdi Meyrem Almaci è d’accordo: “I privilegi per i vaccinati minacciano la solidarietà e perciò vanno pensati con molta cautela”.

Joachim Coens, di CD&V ha aggiunto che non ci dovrebbero essere privilegi per i vaccinati se tutti avranno l’opportunità di vaccinarsi”.

Tuttavia, il governo di Vandenbroucke è fortemente in disaccordo con l’espressione “privilegi per i vaccinati”.

Nei prossimi giorni, gli esperti di GEMS analizzeranno l’associazione tra la campagna vaccinale, la strategia di tracciamento e gli aspetti etici, scrive De Morgen.

Lo stesso verrò fatto negli altri paesi, a detta di Pedron Facon, Commissario per l’emergenza Covid-19, per via delle discussioni a livello europeo sui passaporti vaccinali in modo da poter tornare a viaggiare.

“La campagna vaccinale potrebbe durare fino a settembre, ma nel frattempo, un gran numero di persone sarà vaccinate”, ha aggiunto Facon, “Cosa facciamo per loro? Questo è un dibattito che non può essere evitato”.