Il governo sta lavorando ad un testo di legge che considererà, nel caso di denunce per mala polizia, corretto il comportamento degli agenti di polizia fino a prova contraria. In pratica, nelle intenzioni dei promotori, l’iscrizione dei poliziotti nel registro degli indagati per abusi, non sarà automatico in caso di denuncia almeno finchè una commissione interna non avesse valutato l’operato degli agenti. Secondo il ministro della giustizia, Ard van der Steur, la delicata posizione degli operatori dovrebbe essere tenuta in considerazione, e trattata di conseguenza. Il ministro dice di non voler porre gli agenti al di sopra della legge ma secondo lui, la posizione degli operatori sospettati di abusi deve essere trattata in maniera diversa rispetto a casi analoghi che riguardassero comuni cittadini.

Al portale NU, van der Steur dice che gli operatori di sicurezza, essendo gli unici a poter esercitare l’uso legittimo della forza, hanno bisogno di un tipo di tutela maggiore. Gli agenti quindi processatie ritenuti colpevoli di abusi potranno ricevere una condanna fino a 3 anni di carcere in caso di morte del sospetto e 2 anni per violenze  oltre ad un’ammenda di 20mila euro.

Le reazioni furiose di esperti di diritto non si sono fatte attendere: secondo Richard Korver, un penalista sentito dal quotidiano AD è “privo di logica” il principio che vorrebbe riservare un trattamento differenziato per gli agenti di polizia. Peter van Koppen, docente di diritto, ritiene ‘curiosa’ l’annunciata riforma; secondo il giurista, le norme attuali tutelerebbero già a sufficienza l’operato delle forze dell’ordine

Il disegno di legge è stato pensato dopo il clamore della vicenda di Mitch Henriquez, l’uomo arubano morto la scorsa estate a Den Haag durante un arresto.