Il medico che lo scorso anno ha praticato l’eutanasia ad una bambina gravemente malata ha agito con la dovuta attenzione. È la conclusione della commissione incaricata di valutare il caso, dice NOS.
Dal 2024 nei Paesi Bassi è possibile praticare eutanasia a bambini tra 1 e 12 anni che soffrono in modo insopportabile e senza prospettive di miglioramento. La bambina di quasi due anni, era nata prematuramente a 26 settimane e aveva riportato gravi danni cerebrali. Soffriva di epilessia, con diverse crisi al giorno, e aveva gravi problemi respiratori e di deglutizione.
I farmaci non riuscivano a controllare adeguatamente le crisi e provocavano importanti effetti collaterali. Medici indipendenti avevano confermato l’assenza di possibilità concrete di miglioramento.
La commissione ha stabilito che il medico poteva ragionevolmente ritenere che la bambina soffrisse in modo insopportabile, senza prospettive e irreversibile, e che avesse quindi agito correttamente.
Il caso è stato comunque trasmesso alla Procura, che può decidere di avviare un’indagine penale. Il pediatra Eduard Verhagen sottolinea infatti che resta una questione complessa: «Si interrompe la vita di una persona che non lo ha chiesto».







