UVA IN RIVOLTA Blitz della polizia, sgomberato il Maagdenhuis. 9 arresti. Assemblea in piazza. Studenti e docenti: “Una rappresaglia, il Consiglio d’Amministrazione deve andarsene”

Doveva essere un tranquillo weekend di chiusura dei quasi due mesi di occupazione del rettorato dell’Uva, si è concluso con l’irruzione dei nuclei antisommossa (M.E.) nel Maagdenhuis a Spui e con l’arresto di 9 occupanti. Studenti e docenti denunciano di essere stati malmenati dagli agenti. Il festival di “Science and Humanities” programmato per il fine settimana, si è tenuta in una versione improvvisata sulla piazza di Spui, circondata da un imponente dispiegamento di forze dell’ordine. Dopo la sentenza di ieri che autorizzava l’Università a rientrare immediatamente in possesso degli spazi del rettorato, il sindaco, titolare insieme al capo della polizia e al magistrato competente, dell’ordine pubblico aveva però fatto sapere che “si augurava una soluzione condivisa tra le parti”.  Allo scadere dell’ultimatum, sembrava che l’intervento degli agenti fosse stato scongiurato e che il Consiglio di Amministrazione avesse accettato di attendere lunedi alle 12 per la riconsegna dell’edificio.

Ma le cose non sono andate come previsto:  questa mattina, il vice-sindaco ha firmato il decreto di sgombero e alle 11 gli agenti hanno fatto irruzione nel Maagdenhuis. Secondo il comune, il Consiglio di Amministrazione avrebbe rifiutato qualunque tipo di negoziato; la sentenza di ieri, infatti, ha stabilito  che lo svolgersi del festival, fosse “un rischio” per l’integrità dell’edificio. Nel corso della requisitoria, gli avvocati dell’UvA hanno stimato in 500mila euro i danni causati da quasi due mesi di occupazione. “Assurdo” ha commentato Enzo Rossi, un docente italiano all’Uva, molto attivo nel movimento di protesta delle ultime settimane “questa situazione è assurda e la mossa del Consiglio di Ammnistrazione assolutamente incomprensibile” dice ” A questo punto il Rettore ed il board si rendano conto della gravità dell’accaduto e traggano le dovute conclusioni“. Dopo questa prova muscolare dell’università, i rapporti tra studenti, docenti e consiglio di amministrazione si fanno molto tesi. Il board ha già parlato di sospensioni e risarcimento danni mentre il movimento di protesta considera queste richieste una rappresaglia.

 

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