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Un uomo di 44 anni è stato condannato a nove anni di carcere per aver maltrattato moglie e figli. Secondo il giudice le violenze sono state “eccessive, frequenti e degradanti”, dice NOS. Gli abusi si sarebbero protratti dal 2007 e alla fine, la moglie ha preso coraggio e lo ha denunciato dopo aver subito un’aggressione con un coltello.

L’uomo, infatti, l’ha pugnalata ad una gamba e secondo il giudice, questo comportamento è configurabile come tentato omicidio, senza alcuna possibilità di attenuante.

I togati hanno escluso qualsiasi giustificazione: la pena inflitta è superiore a quella richiesta dal Pubblico Ministero e  nel determinarla, il giudice ha tenuto conto che l’uomo non ha collaborato a un esame psicologico e per questo non poteva essergli praticato il TSO.  All’uomo, oltre alla pena detentiva, non è consentito contattare la sua ex moglie e i propri figli nei prossimi anni, perché, secondo gli esperti, c’è il rischio di vendetta.