E’ iniziato ad Utrecht il processo al presunto responabile di oltre 20 violenze sessuali negli anni ’90. L’uomo comparso in aula stamattina e ha confermato la volontà di non cooperare con le autorità; da quando venne fermato, un anno e mezzo fa, non sono arrivate conferme o dichiarazioni da parte sua. La polizia aveva tentato di infiltrare un agente in carcere, nel tentativo di strappargli informazioni ma senza successo. Gli inquirenti sarebbero risaliti a lui, Gerard T., in modo del tutto casuale: fermato lo scorso anno per il furto di una bicicletta, gli venne imposto il prelievo di campioni del dna. Ad un primo rifiuto, segui poi il via libera dell’uomo che tentò il sucidio il giorno prima dell’appuntamento con gli agenti. Il suo materiale genetico, secondo gli inquirenti, sarebbe compatibile con quello rinvenuto sugli abiti delle vittime di quei casi di violenza mai risolti. La pubblica accusa si è dilungata nella cruda descrizione dei dettagli dei  quattro casi portati all’attenzione della giuria, tutti avvenuti in luoghi pubblici con vittime sempre giovani donne. Per gli altri 15 casi, i sospetti non hanno consentito di formulare un’accusa a carico dell’uomo. Le vittime hanno potuto seguire l’udienza da una sala riservata del tribunale per garantire la privacy ed evitare il contatto con la stampa.