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HANDS ON THE CITY

Urban inspiration: le capitali sono diventate “luna park”. Regolamentare il turismo “low cost” per salvare le città

La proposta di Urban Inspiration per salvare le città: numero chiuso per quartiere ad Airbnb e tasse sui voli low-cost



“Sembra ormai un problema globale, il turismo di massa nelle grandi città del mondo.” scrive il portale olandese Urban Inspiration in un pezzo sulla gentrificazione  da turismo di massa: “Venezia è stato a lungo il simbolo di questo trend ma ora tocca anche ad Amsterdam, Barcellona, Parigi e Berlino. E non è più divertente, dicono i residenti in tutte le lingue, in qualche modo questo fenomeno va fermato”.

Il turismo è sempre esistito, dice ancora il portale, ma le sue dinamiche erano profondamente diverse da quelle di oggi: ciò che oggi vediamo nelle capitali europee, e mondiali, tutto l’anno era prima un fenomeno limitato a regioni balneari e solo per il periodo estivo.

Poi è arrivata la moda dei “City trips” e nulla è stato più come prima: le città sono diventate più pulite, sicure, economiche (per i turisti) e piuttosto accessibili. Si sono, così, moltiplicate le occasioni di andare in vacanza: non più una sola volta l’anno, ma diverse volte per periodi brevi. A volte solo per un weekend.

Ma l’impennata è avvenuta in un anno preciso: era il 2009 e ossservando un grafico realizzato dall’UE si nota l’impennata clamorosa rispetto all’anno precedente. Da allora è stata una crescita senza sosta. Cosa è successo nel 2009? E’ stato il primo anno di boom di Airbnb che in combinazione con la disponibilità di biglietti con le compagnie aeree low cost, a volte più economici di quelli di un treno regionale,  hanno trasformato città e capitali in resort turistici a cielo aperto.

Le amministrazioni, da allora, hanno cominciato ad investire in attività per attirare più turisti, hanno lavorato sul marketing e si sono posizionate come seconda e terza opzione “per staccare” durante l’anno, insieme alle vacanze vere e proprie.

I risultati, sottolinea però Urban Inspiration, non sono stati un trionfo per tutti: se i costi sono stati abbattuti e la disponibilità di alloggi privati su portali si è moltiplicato, grazie alla popolarità dell’idea “pernotta a casa di qualcuno, dall’altra parte del mondo”, l’impatto sulle città non è stato indolore.

Le capitali sono diventate dei “luna park” a tempo pieno e parti consistenti del patrimonio immobiliare sono state riconvertite in alloggi per turisti. Da un lato il prezzo degli immobili è schizzato alle stelle, dall’altro la carenza di abitazioni per i residenti ha costretto molti della fascia di reddito medio e basso a lasciare i grandi centri.

Questa situazione ha provocato vere e proprie rivolte dei residenti contro l'”invasione turistica”: se a Barcellona si sono svolte già manifestazioni contro la gentrificazione portata da Airbnb, Berlino ha imposto regole molto rigide sugli affitti di alloggi ai turisti e Amsterdam pianifica di ridurre ad appena 30 giorni l’anno la possibilità di affittare su Airbnb.

Se ad Amsterdam e Barcellona i visitatori sono in larga parte concentrati nelle zone del centro, a Berlino il problema è più serio: gli hot-spot sono sparsi in tutta la città e i disagi causati dall’afflusso di giovani attratti dalla nightlife della capitale hanno messo a dura prova la pazienza dei residenti non solo nelle aree centrali.

Nonostante un nesso causale tra abbattimento dei costi di trasporto ed alloggio e boom turistico non sia direttamente dimostrabile, scrive ancora il portale, è probabile che questo collegamento esista. E allora ai governi, per preservare la vivibilità delle città, non resta che mettere un limite proprio a questa facilità di spostamento.

Introducendo, ad esempio, una tassa sul traffico aereo. La questione era stata già affrontata in Olanda nel 2009 ma venne presto accantonata: c’era la crisi allora e secondo il governo avrebbe funzionato come regolatore meglio di qualunque restrizione. Invece le cose sono andate diversamente e oggi, non solo Schiphol ha raggiunto la sua capacità massima ma si parla addirittura di attrezzare un nuovo scalo (Lelystad) per poter accogliere più turisti.

Sul piano Airbnb  le città dovranno elaborare nuovi tipi di restrizioni, più efficaci di un tetto massimo per le notti. Ad esempio, suggerisce ancora , mettendo un numero massimo di alloggi disponibili per quartiere.

D’altronde la città è in primis per i residenti e nonostante l’importanza del turismo, conclude il pezzo,






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