A volte pensi di uscire per trascorrere una piacevole serata. Invece ti ritrovi in un magazzino vuoto sul lato sbagliato della città. Uomini con la faccia coperta da maschere nere appaiono e ti puntano la canna di una pistola sulla schiena. Uno di loro ti urla contro in una lingua che non riconosci. Vieni tirato, spinto, poi trascinato in uno spazio freddo, dove in tanti gridano cose di cui non sai nulla: dicono di avere delle prove, chiamate fatte e che stavi pianificando un attacco. Piangi.

Stai andando a un incontro d’affari in una zona sconosciuta del paese. In un caffè, metti giù la borsa per un secondo e la borsa scompare. Dentro, ovviamente, c’è tutto. Rimani senza telefono, chiavi, portatile, soldi, bancomat. Non hai modo di dimostrare chi sei. Non puoi comunicare con nessuno. Nessuno ti crede. Dicono che non ci sia nessuna traccia del tuo nome, né data di nascita o indirizzo; non compari in nessun database ufficiale. Dopo cinque ore a raccontare la stessa storia a persone diverse, smetti di crederci anche tu. Non hai altra identità se non quella digitale. Senza di essa, sei completamente cancellato.

Uno di questi scenari è un’esperienza, un qualcosa che hai pianificato, qualcosa che fai in compagnia di attori e per la quale vieni pagato. Il secondo era solo la vita reale e non sei neanche pagato.

La verità è che siamo stanchi di cose e oggetti materiali. Quello che vogliamo è l’autenticità e il coinvolgimento o per lo meno qualcosa che sembri (in)credibile su Instagram; un ricordo che possiamo attaccare sulla porta del frigorifero. Ci piacerebbe poter dire ai nostri amici e colleghi non solo che ho comprato questo e quello, ma che l’ho fatto: non importa se un’opera in un parcheggio o una parte nel reboot di Blade Runner.

Ed è qui che entrano in gioco Nelly Ben Hayoun e the University of the Underground.

Nel seminterrato del De Marktkantine un locale di Amsterdam – The University of the Underground ha come obiettivo quello di creare un’interazione totale con la società nel suo complesso, riunendo le generazioni, per democratizzare l’accesso alle istituzioni pubbliche e innescare cambiamenti e riflessioni critiche attraverso l’uso di pratiche creative.

Con un’attenzione esplicita ai “sogni sociali”, al design critico, alle azioni di gruppo, alla politica, al teatro, al cinema, alla musica e alle pratiche esperienziali; lo scopo è quello di fornire strumenti che consentano al pubblico di partecipare attivamente allo smascheramento delle strutture di potere nelle istituzioni.

L’Università del Sottosuolo sostiene ricerche e pratiche non convenzionali che apprendono e sfidano il modo in cui creiamo cultura e i prodotti della conoscenza.

Due anni fa, Ben Hayoun ha iniziato a cercare studenti per il primo master “libero, pluralistico e transnazionale” in Design of Experiences, un corso universitario organizzato in collaborazione con l’Istituto Sandberg e ufficialmente riconosciuto.

Sono stati ammessi 250 studenti provenienti da 45 paesi, di cui 15 tra i 21 e i 34 anni.

Nel settembre 2017 i primi studenti sono arrivati nei Paesi Bassi, attratti dall’approccio multidisciplinare del corso e dalla sua gratuità. Due anni dopo, tutti gli studenti, tranne due, si sono laureati.

Secondo Ben Hayoun, alcuni di quei studenti erano bravi, altri meno. Tutti si sono sentiti soggetti inconsapevoli di un esperimento: alla fine, ogni corpo, incluso quello di Ben Hayoun, ha subito una trasformazione attraverso un’esperienza.

Ben Hayoun, fondatrice dell’Università, è nata nel 1985. Di famiglia per metà armena – suo nonno è scappato in Francia nel 1919 a causa del genocidio ed è diventato sindaco di Valence – e per metà algerina – al tempo della guerra d’indipendenza, inizialmente si è interessata alla politica e la filosofia, ma si poi si è dedicata anche ad altri ambiti: scienza, medicina, pittura, arti applicate ed infine al design. A Londra ha conseguito un master in Design Interactions al Royal College of Arts e un dottorato di ricerca in geografia e teoria politica; poi ha fondato i Nelly Ben Hayoun Studios a East London.

“Le mie aree di interesse sono estremamente ampie” ammette Hayoun. In tutti i media la descrizione spesso usata per descriverla è “forza della natura”. I suoi esperimenti e le sue esperienze sono incredibili, coinvolgono scienziati, astronauti, musicisti, designer, artisti: chiunque e qualsiasi cosa, purché agiti le acque.

Naturalmente possono essere qualità necessarie per creare da zero una nuovissima università “libera, pluralistica e transnazionale” in due città – Londra ed Amsterdam – allo stesso tempo. Avendo collaborato con il Sandberg Instituut e trovato spazio in un paio di locali notturni, Ben Hayoun e i suoi collaboratori hanno iniziato a creare un corso in “Experience” e hanno reclutato studenti attraverso i social media.

Come promesso, il programma del corso ha un fine enciclopedico, dall’intelligenza artificiale alla censura, dal contro-culturalismo alla natura della verità: un mash-up della vecchia scuola accademica con teoria politica e culturale, tecnologia, opera, cinema, arte e metafisica, oltre a interventi di artisti, musicisti, attivisti e filosofi, così come collaborazioni con il British Film Institute e l’Opera Nazionale Olandese. Il corso è gestito secondo le linee guida standard dei master europei, i tutor di base provengono tutti da rinomati istituti.

L’intero corso di studio è sempre stato gratuito. La direttrice dell’Università, Chloe McClellan, stima che il costo per studente sia di circa 12.000 sterline. Tale prezzo include: lezioni, personale, spese generali, materiali e tutte le altre spese di sostentamento. Circa la metà di quel denaro proviene da crowdfunding, raccolta fondi e donazioni di beneficenza e il resto è stato raccolto attraverso le donazioni di aziende e dai fondi personali di Ben Hayoun.

Ci sono stati diversi problemi sulla gestione del corso e questioni interne legate agli studenti. Molti si lamentano della struttura gerarchica e della scarsa organizzazione. Per tacere della censura a ci sarebbero sottoposti.

La visione di Ben Hayoun è diversa. “Per me è pazzesco quello che è successo” – dice – “ero seduta nel mio studio, tutta felice, e all’improvviso la situazione è cambiata. I colleghi parlavano male di me”. Ben Hayoun ha ricevuto molte critiche sia dal Sandberg Instituut che dagli studenti, ha trovato molte di esse dolorose, le ho prese molto personalmente”.

Sebbene molti studenti pensano di non aver ottenuto dal corso quello che si aspettavano, riconoscono i benefici degli ultimi due anni, non tanto come un insieme di risultati impiegabili, ma come capacità con cui negoziare un mondo sempre più politicizzato.

McClellan afferma che l’esperienza dell’University of the Underground continuerà in futuro. Ben Hayoun è pronta a trovare un nuovo partner con l’intenzione di riprendere il corso l’anno prossimo e sta esplorando possibilità in altre parti del mondo. Come sottolineano sia Ben Hayoun che alcuni studenti, sarebbe un peccato lasciare che lo slancio di questo primo corso vada sprecato.

Per elaborare quanto successo negli ultimi anni, la vulcanica Hayoun ha persino realizzato il film I Am (Not) a Monsterproiettato il 10 ottobre al London Film Festival.

Al momento The University of the Underground riaprirà la selezione per le iscrizioni a novembre e per gli studenti post-laurea nel marzo 2020.