Per ridurre la pressione psicologica sugli studenti del primo anno all’università, la ministra dell’educazione Ingrid van Engelshoven ha proposto di abbassare da 60 a 40 il numero massimo di crediti necessari per accedere all’anno successivo.

“Lo stress per gli studenti del primo anno è troppo alto” dichiara la Van Engelshoven a NOS; “Dobbiamo evitare di ostacolare i loro studi inutilmente” aggiunge. Ad oggi gli studenti del primo anno devono ottenere un numero minimo di crediti, chiamato BSA (binding study advice), sui 60 previsti dalla legge. Ogni università sceglie la soglia minima. Chi fallisce non può continuare il corso prescelto. L’intenzione del ministro dell’istruzione è di alleggerire il carico di studio, drasticamente abbassando il numero massimo di crediti a 40 nel 2020. 

La ministra ha sottolineato che l’odierna legge, introdotta nel 1993, era stata approvata per aiutare gli studenti a capire se si trovassero nel posto adeguato e per indirizzare ulteriore supporto a chi ne avesse bisogno. Ma ora è diventata più che altro un mezzo per scartare gli studenti più “lenti” e aumentare i profitti degli atenei. “Non voglio che il sistema continui a lavorare in questo modo; ogni studente, sia che sia veloce sia che abbia bisogno di un po’ più di aiuto, dovrebbe avere la stessa opportunità di ottenere un diploma”. 

Secondo alcuni medici che operano nelle università, il numero degli studenti affetti da problemi psicologici e fisici è in aumento. Il motivo principle sarebbe proprio l’eccessivo stress causato dall’elevato carico di studi, unito a lavoretti part-time e le pressioni del mantenere una vita sociale attiva.  La legge proposta dalla ministra Van Engelshoven punta a concedere più tempo agli studenti per meglio adattarsi nel primo anno di università. A detta sua, 40 crediti sarebbero  sufficienti per le università per identificare quali studenti non sono adatti ad un determinato corso e indirizzarli diversamente. “Il BSA viene usato per verificare se uno studente si trova nel posto giusto, e 40 crediti sono un tetto perfetto”, conclude Van Engelshoven.