Legalizzare la produzione di cannabis, potrebbe avere effetti benefici per la salute pubblica e per la tutela dei diritti umani. Lo dice uno studio commissionato da 27 comuni olandesi e pubblicato oggi, lunedi 30 maggio.

Le municipalità, soprattutto dei grandi centri, premono da tempo affinchè il governo le autorizzi a legalizzare la produzione di cannabis regolamentando anche l’ultimo anello del business della marijuana. Il governo, tuttavia, ha sempre chiuso a questa ipotesi, sostenendo che una legalizzazione “completa” violerebbe i trattati internazionali che al contrario, vieterebbero agli stati di regolamentare e tassare (direttamente) le droghe leggere.

Secondo l’indagine, realizzata dall’Università Radboud di Nijmegen, la produzione illecita sarebbe un regalo alla criminalità e sarebbe alla base di incendi, inquinamento ambientale, senza contare i danni alla salute: il batterio legionella, troverebbe nelle cime di canapa non adeguatamente trattate, un ambiente ideale dove proliferare. Queste osservazioni sono alla base della conclusione della ricerca: legalizzare può ridurre gli effetti nocivi della cannabis sulla salute e sarebbe, quindi, giustificabile sul piano dei diritti umani, dice l’università.

Secondo gli accademici, l’unica vera preoccupazione per l’esecutivo dovrebbe essere quella di evitare l’export per garantire i buoni rapporti con gli altri stati. Il team di ricercatori ha cosi riaperto un nervo scoperto; la questione cannabis è rimasta, per anni, su un binario morto per l’impossibilità degli esecutivi che si sono succeduti di trovare una soluzione allo “status quo” attuale, dove la vendita al dettaglio regolamentata convive con il divieto di produzione.