Il governo britannico ha reso noto che la decisione di Unilever di trasferire la sua sede centrale a Rotterdam è il risultato di un piano di ristrutturazione di lungo termine e non ha nulla a che vedere con la Brexit.

La preoccupazione anglo-olandese della sanità nei prodotti alimentari ha confermato la tanto attesa decisione di trasferirsi a Rotterdam in una dichiarazione giovedì. Il governo britannico ha minimizzato il cambiamento in una breve dichiarazione su Twitter.

“Come la società ha chiarito, la decisione di trasferire un piccolo gruppo di persone in un quartier generale aziendale nei Paesi Bassi … non è collegata alla partenza dell’UE dall’UE”, si legge nella dichiarazione.

E il direttore finanziario di Unilever, Graeme Pitkethly, ha confermato al Guardian che la Brexit  “non è stata assolutamente un fattore” nella decisione, annunciata dopo una riunione del consiglio di amministrazione e una discussione durata un anno.

 

Unilever, sin dai tempi della sua fondazione negli anni ’30, ha sempre mantenuto i “piedi in due staffe”, con una sede a Londra e una a Rotterdam, amministrate tuttavia dallo stesso consiglio.

Il governo britannico aveva fatto pressioni per mantenere Unilever a Londra come prova per gli altri che la Gran Bretagna rimaneva un buon posto per investire, scrive ancora il Guardian. Ma dopo un tentativo fallito di acquisizione da parte del rivale americano Kraft Heinz l’anno scorso, Unilever ha deciso di trasferirsi nei Paesi Bassi perchè il diritto societario olandese prevede norme “anti scalata” più efficaci di quelle britanniche.

Tuttavia il trasferimento non avrà un impatto per nessuno dei due Paesi: tranne una manciata di dipendenti che da Londra si trasferiranno presto ad Amsterdam, la struttura interna rimarrà identica.