L’Unilever deciderà in marzo se consolidare il proprio quartier generale a Rotterdam. Una decisione dibattuta tra le pressioni della Brexit. Lo riporta il Financieele Dagblad giovedì, riferendosi a un report del Financial Times su Londra.

Sul Financial Time un portavoce dell’Unilever spiega che la decisione di un eventuale accorpamento delle sedi non verrà presa prima di marzo, data di pubblicazione delle entrate.

“Teresa May sta spingendo l’Unilever a preferire una sede nei Paesi Bassi rispetto che in Gran Bretagna”, riporta FT. Anche i funzionari britannici starebbero tenendo colloqui con la multinazionale per discutere il trasloco.

Se Unilever dovesse scegliere Rotterdam come quartier generale dovrà adeguare l’intera struttura legale a quella olandese per facilitare le future acquisizioni, riporta FD.

Fin dalla sua fondazione nel 1930, il gigante anglo-sassone ha mantenuto due sedi distinte – una a Londra e una a Rotterdam –  così come due mercati azionari separati e due entità fiscali. Unilever ha comunque sempre operato come un’azienda singola con un unico consiglio d’amministrazione.

Brexit

Al giorno d’oggi la Brexit rappresenta un grande ostacolo per molte aziende, e lo stesso vale per Unilever.  Il governo olandese aveva attenuato la preoccupazione della grande multinazionale dicendo che avrebbe provveduto a togliere la tassa sui dividenti, seguendo la politica britannica che contemporaneamente tentava ogni mossa possibile per non cedere i ‘gioielli della corona’.

Ma le preoccupazioni di Unilever sono tornate a farsi sentire lo scorso anno quando il colosso statunitense del cibo Kraft Heinz ha tentato, senza successo, una scalata. In quell’occasione, la struttura duale della multinazionale l’ha resa più vulnerabile.

Una sede unica a Rotterdam ospiterebbe 1300 impiegati. Inoltre, il quartier generale di un’azienda come Unilever eleverebbe il prestigio di Rotterdam in un momento in cui è Amsterdam la sola protagonista, riporta FD.