Otto giorni dopo essere stati salvati dalla nave della ONG, Sea Watch 3, un gruppo di 43 persone, tra cui tre bambini non accompagnati, rimangono bloccati in mare e hanno urgente bisogno di un porto sicuro.

L’UNHCR, l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite ieri, in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, ha richiamato gli stati europei a mostrare i loro principi di umanità e compassione e consentire al gruppo di migranti di sbarcare.

“L’Europa ha svolto un ruolo intrinseco nella creazione dell’architettura legale alla base della moderna normativa internazionale sui rifugiati”, ha affermato Vincent Cochetel, Inviato speciale dell’UNHCR nel Mediterraneo centrale. “È ora di permettere alle persone salvate di scendere sani e salvi.”

Il salvataggio in mare è una tradizione secolare e un obbligo che non si esaurisce nel tirare fuori le persone dall’acqua. Un salvataggio può essere considerato completo solo una volta che i passeggeri hanno raggiunto la terraferma in un porto sicuro. Discussioni più ampie su quali Stati ospiteranno il gruppo devono essere rimandate a dopo lo sbarco

L’UNHCR ribadisce che nessun porto in Libia può essere considerato sicuro in questo momento e che nessun migrante salvato sul Mediterraneo dovrebbe essere riportato lì.

Sono necessari sforzi per sviluppare un approccio regionale per affrontare il salvataggio e lo sbarco nel Mediterraneo. L’UNHCR, insieme con l’OIM, ha avanzato proposte concrete per una soluzione che fornisca chiarezza, si legge ancora nel comunicato.