The Netherlands, an outsider's view.

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MUSIC

Un’esperienza totale: il Fuse sta trasformando Brussels in una meta techno

Mentre la scena dance belga acquista sempre più fiducia, EPM si occupa del leggendario Fuse di Brussels.



Il leggendario nightclub Fuse di Brussels è una scarica di adrenalina. Arnaud Roobaert lo scopre a 17 anni e, da allora, passa tutti i suoi weekend lì. E continua a farlo anche dopo dodici anni, occupandosi degli artisti che girano il mondo per suonare nel nightclub più rispettato del Belgio. Arnaud ha 28 anni, i capelli chiari, la voce dolce ed è indeciso sul suo momento preferito nel suo locale preferito. Dopo aver riflettuto un po’ sceglie questo:

“Ho suonato qui a Capodanno 2012, nella sala principale e nell’ora di punta. A un certo punto mi sono sentito battere sulla spalla. Era Tom Boonen, un ciclista belga campione del mondo. Sembra che ami la techno. Si è messo in ginocchio e mi ha detto ‘ Grazie! Sei il mio eroe!’ Mi sono tolto le cuffie e ho pensato, ‘Tom Boonen?’, aveva appena vinto la Paris-Roubaix. “In Belgio tutti lo conoscono, a parte la gente che va al Fuse. Forse è per quello che ama andare a fare festa lì!”

Il Fuse è una delle istituzioni musicali più antiche e prestigiose del Belgio. Dal 1994 questo ex cinema del 1920 ha avuto ospiti impareggiabili e ha capeggiato la scena techno europea. Il locale ha anche un piccolo wall of fame con i nomi degli artisti che si sono esibiti negli anni 90, come Carl Craig, Richie Hawtin, Aphex Twin, Daft Punk e Bjork.

Mentre percorri l’ingresso del vecchio cinema e le doppie scale ti senti come in un teatro. Appena arrivi nella stanza principale, vedi una lampada al neon a 360 gradi e una sala da ballo colossale, dove stasera si esibirà l’etichetta olandese EPM.

Qui il co-fondatore Oliver Way sta aprendo la serata al padrino della Detroit techno Robert Hood. Way non spreca né tempo né BPM, impedendo quasi agli spettatori di respirare, tra crescendo trance e drop techno. Dopo si esibisce Robert Hood, mixando tonalità gospel e tracce trance. Intanto al piano di sopra, nella seconda sala del club, Futurepast celebra tre anni di feste con i suoni tech-house dell’artista locale belga Jakob.

Brussels si trova a metà tra Londra, Amsterdam, Berlino e Parigi. In mezzo a queste capitali techno e house, la città ci ha messo un po’ a far sentire la sua voce. L’apertura di un nuovo negozio di musica nel centro della città, il Crevette Records, ha però dato agli artisti belgi gli strumenti e la fiducia per lanciare la propria musica. Arnaud si occupa della selezione techno del negozio, ed è il primo a notare il cambiamento. “Le persone stanno trovando la propria strada, sta nascendo una comunità.”

E la comunità si trova proprio qui, stanotte, nella seconda stanza del Fuse, mentre il dj di Dallas Convextion si appresta a cominciare. Convextion si curva sul suo laptop, strizzando gli occhi, mentre la folla balla spalla contro spalla davanti alla sua postazione.

Sono le 5 A. M. quando Davy Vandegaer, che organizza feste Futurepast da tre anni, chiude la serata mentre la comunità si passa bottiglie d’acqua e coca cola. E, alla fine di un’altra magica notte di musica, una cosa appare chiara: fate largo capitali europee. Brussels sta finalmente brillando.






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