The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

CINEMA

Una Wertmüller felliniana: “Film d’amore e anarchia” al Lab111

L'Italian Cineclub ha organizzato la proiezione di un classico della regista romana



di Natalina Rossi

Giovedì 29 agosto, in occasione dell’Italian Cineclub, è stata proiettata al Lab111 la pellicola Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…della regista romana Lina Wertmüller. 

Si tratta di un film del 1973 ambientato nell’Italia del 1932 in cui emergono i forti contrasti tra l’ideale anarchico e quello fascista.

Un’anarchia pura e sacrale che si annida negli occhi del contadino lombardo Antonio Soffiantini (interpretato da Giancarlo Giannini), e nelle risate disperate della prostituta Salomè (interpretata da Mariangela Melato).

Un’anarchia che ha a che fare con la fedeltà – non solo ideologica – ma relazionale. Un’anarchia che è una promessa di lealtà amicale e affettiva (Antonio e Salomè hanno, infatti, perso due persone molto importanti per mano fascista).

L’anarchia raccontata da De Andrè, quella che non è assenza di regole ma imposizione individuale dei principi morali imprescindibili. Regole autoimposte per un ideale superiore. Politico o umano che sia. 

Il film è un capolavoro cinematografico e letterario. Racconta, infatti, attraverso scene esasperate e grottesche – a tratti felliniane – il dolore degli uomini, e la loro bassezza. 

Un dolore tutto femminile che si nasconde dietro risate sguaiate e accenti villani, dentro canzoni napoletane e commercio di corpi, nel bordello di via dei Fiori a Roma. 

E la bassezza tutta maschile che ha le sembianze del gerarca Giacinto Spatoletti (interpretato da Eros Pagni), stereotipo dell’uomo misogino, fascista, e amatore della violenza fisica e verbale. 

La pellicola è un inno all’anarchia come scelta di libertà, e un racconto commovente sulla bellezza dell’amore. 

Antonio Soffiantini, l’anarchico che dovrebbe uccidere Mussolini, si innamora della prostituta Tripolina, dando vita a una storia disperata e commovente. Due giorni di amore puro – che è un vero miracolo – anche a costo di perdere la vita, dopo. 

Gli amori, però, non sono sovrapponibili. Ci sono degli ideali così assoluti da rendere il sentimento un intralcio al compito superiore che abbiamo scelto di perseguire.  

E allora tutto si mischia. Lacrime, urla, colpi di pistola, fascisti che riprendono a uccidere, prostitute abbandonate nella loro macelleria, e la morte. Prima, però, c’è stata la vita. Racchiusa dentro le mura di un bordello, tra le braccia di un contadino con gli occhi da fuori. 

È un film potentissimo e inattuale. In mezzo a tutti ‘sti politicanti che si riempiono la bocca di rivoluzioni bugiarde e democrazie di pecoroni, ho provato nostalgia per quel contadino lombardo e quella prostituta. Ho sentito un dolore intimo per l’assenza di visioni ideali autentiche che prescindono da ideologismi individuali.

Ho pensato che, in fondo, c’è più sentimento e interezza dentro un bordello in via de Fori che dentro i salotti imbellettati dei talk show moderni. Ho pensato che una puttana ha più integrità di certi politici, e un contadino tiene più fede di certi preti. E a me, tutto questo, mi ha commosso. 



31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!