di Natalina Rossi

Siamo giunti alla 72esima edizione del Festival di Cannes. Il mondo del cinema sta celebrando pienamente il red carpet della kermesse e della Palma d’oro. 

E noi vogliamo ricordare un’altra edizione di quarantadue anni fa, esattamente il 19 maggio del 1977 a Cannes veniva presentato il capolavoro cinematografico di Ettore Scola, Una giornata particolare, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero. 

In tempi dolorosi e miseri, in cui la censura sembra tornata di moda in Italia, e il teatrino del fascismo e dell’antifascismo assume dimensioni grottesche e tristi, ad Amsterdam proiettano il film che racconta il dramma del periodo fascista – l’isolamento e l’emarginazione. L’assenza di compassione e accettazione delle diversità. 

Stasera 23 maggio alle ore 20:30 il Filmhuis Cavia di Amsterdam proietterà Una giornata particolare, ricordando a tutti noi il significato di tenerezza e umanità. 

Il film è ambientato a Roma, e la giornata particolare di cui si racconta è quella del 6 maggio 1938, data della storica visita da parte di Adolf Hitler, preludio al Patto d’Acciaio. 

Ettore Scola ci riporta dentro una Roma fascista, esaltata e mostruosa. L’eccitazione delle famiglie al cospetto del nazista Hitler e la cieca fedeltà nei confronti del fascista Mussolini raccontano un pezzo di storia triste, e quasi irreale. 

In un palazzo romano di architettura fascista – mentre il resto del popolo è tirato a lucido per la parata dinanzi al dittatore – Antonietta, una donna casalinga e illetterata (Sophia Loren), madre di sei figli e moglie di un uomo burbero e miserabile, incontra Gabriele (Marcello Mastroianni) – un uomo colto e sensibile – considerato un sovversivo antifascista e depravato in quanto omossessuale. 

Gabriele, uomo gentile e sofisticato, ha una pistola in mano – ha perso tutto – il suo unico amico, il suo lavoro, e la dignità di essere. Antonietta, con le calze bucate e la faccia stanca di chi non ha diritto al riposo, insegue il suo merlo domestico fuggito dalla sua gabbia. E così che si incontrano due anime maltrattate e annientate, eppure forti dentro la convinzione che la vita, qualunque essa sia, meriti di essere vissuta

Un incontro bizzarro e vitale. In cui i due corpi sembrano riconoscersi. E mentre alla radio la parata fascista ha inizio, dentro la casa di Gabriele, sulle note di una Rumba, inizia una danza liberatoria e tenera. 

Un libro, un caffè da macinare a mano, le lenzuola sul tetto di palazzo antico, e le risate libere e oneste di chi è costretto a nascondersi, e per un giorno smette di farlo. 

Due diverse costrizioni. Quella della donna, forzata al ruolo di madre e moglie, senza nessuna libertà individuale e di pensiero. E quella di uomo che non rispetta i canoni della società fascista. Un uomo colto, né soldato, né marito padrone, né padre. Un uomo che non può essere considerato tale dalla società. Quindi viene annientato. Con la vergogna, e quella ricetta medica che si porta in tasca – non affetto dalla malattia dell’omosessualità. 

Una giornata particolare è il racconto della diversità e di una sovversione umana e rivoluzionaria. Quella del pensiero critico non dominante eppure illuminante. Quello del sentire giusto pure se impopolare. 

Una giornata particolare è un monumento all’umanità nascosta e violentata, e a quello che resta della nostra libertà.