di Cecilia Terenzoni e Martina Fabiani

Domani l’Olanda va al voto. Mezzo mondo parla di Geert Wilders, molti dell’atteso exploit del Groenlinks, la sinistra rosso-verde olandese che si candida ad alternativa “tollerante e ragionevole” contro l’ondata populista. I verdi hanno puntato molto su un mix di tradizione e innovazione per la campagna elettorale: tecnologia si, ma senza farsi mancare il “porta a porta” e i volantinaggi in piazza. Degli attivisti e militanti verdi si parla molto nei Paesi Bassi e noi di 31Mag abbiamo siamo andati a trascorrere una giornata con loro, per capire se funziona una campagna elettorale “old school” in una città ultra-tecnologica come Amsterdam.

Appuntamento, ultima domenica di campagna elettorale. Programma: “door to door” e volantinaggio con i Groenlinks.  Ad oggi il partito conta in tutta Olanda 25.000 aderenti, il numero più alto raggiunto dalla sua fondazione. Al raduno iniziale, all’angolo tra Amsteldijk e Vrijheidslaan, gli attivisti  verdi si preparano per dividersi in piccoli gruppi e iniziare la loro passeggiata in contatto diretto con i passanti: un metodo secondo loro più efficace del classico stand in piazza. Niente comizi, quindi: in una delle società più individualiste al mondo, gli elettori si convincono uno ad uno.

Per non seguire semplicemente i ragazzi annotando freneticamente appunti sulle nostre agende, a mo’ di stalker, abbiamo chiesto di poter indossare anche noi le giacchette verdi (nulla a che vedere con la Lega, per fortuna) per camuffarci a dovere e provare l’ebbrezza di condurre la nostra prima e ultima campagna elettorale.

Gli attivisti “usano” noi, giornaliste in incognito, come “cavie” per sperimentare i discorsi da sciorinare ai passanti: l’informazione del cittadino sulla situazione nazionale e internazionale e lo sviluppo di un’opinione consapevole sui futuri rappresentanti, sono le priorità. Certo, queste sono le priorità di tutti i partiti ma il loro approccio non è da rappresentanti di prodotti per la casa: molte domande agli interlocutori, molta attenzione all’ascolto. “Andate al voto e votate per il progresso” dice solenne Suzanne Kröger, parlamentare uscente, una carriera in Greenpeace; abbigliamento casual e scarpe comode la signora ha mostrato, durante la giornata, un’acuta capacità dialettica e d’intrattenimento. Magari di circostanza ma efficace. Quanto agli attivisti verdi, il denominatore comune è la faccia tosta: parola d’ordine, “fermare tutti”. Ma tutti, incluso un gruppo di ragazzi occupati a rollare una canna. Il Groenlinks è un partito pro-legalizzazione, quindi no problem.

Dopo il “tackle” sui passanti, però, arriva l’ora del compito più difficile, quello dove è richiesta stoffa, pazienza e motivazione a non finire: il porta a porta. Immaginate l’andare a bussare alle porte delle case italiane di domenica pomeriggio vestiti di verde e con un volantino elettorale in mano. Pronti alla fuga. Amsterdam invece pare non tema gli incontri ravvicinati con i Testimoni di Geova o le pubblicità della Folletto: porta aperta a tutti. Tra l’aprire la porta e lo stare ad ascoltare, tuttavia, ne passa: dal rifiuto lapidario con la scusa di non avere tempo fino alla titubanza iniziale che poi però ha generato una discussione. Cittadini democratici. Non tutti, però, sono interessati a sentir parlare di politiche ambientali: una donna, ad esempio, ci ha fermati perchè aveva smarrito il gatto. E per qualcuno, non solo pubblica utilità ma addirittura amore a prima vista (per le nostre giacchine verdi): un ragazzo è rimasto folgorato dal gruppetto e avrebbe voluto unirsi a noi e diventare volontario.

La campagna porta a porta, è stata scelta il giorno prima anche dal giovane leader Jesse Klaver: armato di scarpe da ginnastica e flyer in mano, ha bussato alle porte di Eindhoeven in compagnia degli altri attivisti. Chissà se il nostro Renzi sarebbe mai stato disposto a sudare la sua camicia bianca, camminando in giro per la città. E a quanto pare, l’approccio elettore-per-elettore dona anche qualche bella soddisfazione: Sam, uno dei nostri compagni di volantinata, e membro del team per la campagna internazionale, dice: “Il signore con cui ho appena parlato è ancora indeciso sul voto, ma mi sono rivolto a lui come ad un amico che mi chiede un consiglio e senza cercare di sminuire gli avversari”.

I Groenlinks , però, non si fermano sulla porta di casa: un account Twitter racconta la loro suggestiva campagna porta a porta, postando le parti più significative dei dialoghi avuti con gli elettori, tramite l’hashtag: “non urliamo, parliamo”.