Quando si pensa all’arte, spesso sono evocate nella mente quelle più classiche: pittura, scultura e architettura. Ve ne sono altre, però, che esistono da migliaia di anni e hanno una loro dignità. Una di queste è l’arte della tessitura. Forse siamo ormai così abituati a comprare e cambiare abiti, che non pensiamo mai a come questa pratica accompagni l’uomo fin dal neolitico. Senza contare le scene in letteratura che l’hanno valorizzata, come la tela tessuta da Penelope mentre attendeva Ulisse. Oggi è anche un mezzo per rafforzare il legame tra i popoli. Fino al 30 aprile, infatti, si terrà a Marrakech, all’interno della fiera d’arte contemporanea, il progetto di tessitura One Square Meter Berber, nato da una collaborazione tra Marocco e Olanda.

Questo progetto di tessitura a Marrakech ha una valenza sociale e artistica. La designer marocchina olandese Mina Abouzahra lo ha creato insieme alla designer marocchina Nina Mohammad-Galbert. Dalla parte olandese, One Square Meter Berber è coordinato da  Amanda Pinatih (Stedelijk Museum Amsterdam) col supporto del Creative Industries Fund NL.

Lo scopo principale è quello di rafforzare la comunità di Amazingh, ma anche quello di dare un riconoscimento alle donne e al loro prezioso lavoro. In questa maniera si riesce a supportarle in una maniera concreta e non vuota e superficiale. Altro obiettivo è quello di evitare che questa antica pratica finisca dimenticata, dato che oggi viene spesso sostituita da macchine industriali, come molte altre attività della nostra società.

Le donne che partecipano al progetto fanno parte di quattro cooperative marocchine. Per creare questa mostra, sono stati contattati diversi artisti olandesi, che hanno lavorato intensamente in Marocco. La collaborazione non è stata a senso unico, poiché gli artisti sono cresciuti dal punti di vista professionale, impiegando in nuovi lavori nei Paesi Bassi le conoscenze acquisite. Il lavoro principale consiste in un’opera di un metro quadrato: un autoritratto delle donne. Questo soggetto vuole  così valorizzare le donne come lavoratrici ma anche come persone.