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Jurriën ten Cate, un cittadino olandese di 33 anni originario di Almelo, si trova in una prigione tunisina da quasi undici anni e sta attraversando una situazione estremamente difficile, dice NOS. La madre di Jurriën, Trees van der Hoek, esprime grande preoccupazione per le condizioni del figlio, che ha perso peso e vive in una cella sovraffollata con altre 34 persone, condividendo un solo bagno e condizioni igienico-sanitarie precarie.
Jurriën è stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie tunisina, Marwa, avvenuto nel 2013, ma lui sostiene la propria innocenza, dichiarando che si trattò di un suicidio.
Nel 2021, la documentarista Jessica Villerius ha realizzato un film sulla vicenda, mettendo in luce errori significativi nell’indagine della polizia tunisina, che avrebbe ignorato scenari alternativi al reato di omicidio. Le indagini di un patologo forense hanno anche suggerito che la moglie non poteva essere stata spinta dal balcone, confermando l’ipotesi di una caduta accidentale o volontaria.
Nonostante queste prove, le autorità tunisine non hanno ancora riesaminato il caso. La madre di Jurriën ha ora affidato la difesa agli avvocati Geert-Jan e Carry Knoops, con l’obiettivo di fare ricorso ad una corte internazionale. Per sostenere le spese legali, è stata lanciata una raccolta fondi, che ha già raccolto oltre 50.000 euro ma necessita di ulteriori 30.000 per coprire i costi.







