Un olandese di 58 anni è detenuto da un mese in un centro migranti negli USA. Si trova a El Paso, in Texas, al confine con il Messico. Lo ha riportato Dagblad van het Norden.

L’uomo era stato fermato dopo aver tentato di entrare negli Stati Uniti per andare al processo sull’affido delle tre figlie (11,10 e 5 anni). L’accusa è di aver oltrepassato illegalmente il confine, ma l’uomo non è entrato negli Stati Uniti.

Inizialmente l’olandese aveva trascorso cinque settimane in un hotel in Messico e aveva cercato di entrare negli USA con un visto. Gli avevano negato l’accesso e così, nella notte tra il 2 e il 3 novembre, ha tentato di superare il confine. Ha camminato nel deserto per circa dodici ore, attraversando il Rio Grande per entrare nel territorio statunitense.

La sorella racconta: “Durante il viaggio è quasi annegato. Negli USA è stato immediatamente arrestato dalla polizia di confine.”

Attualmente si trova in un centro di detenzione al El Paso, che è parte della strategia ICE degli stati Uniti (Immigration and Customs Enforcement). Vingerhoed è considerato straniero indesiderato e il Ministro degli affari esteri ha confermato che non può fare molto per aiutarlo.

Il centro di detenzione di El Paso è noto per essere una grande prigione privata che raccoglie chi tenta illegalmente di attraversare il confine. Delle circa 10mila persone che si trovano lì, la maggior parte (86%) proviene dal Messico. Il resto da Honduras, Guatemala, El Salvador.

Secondo la sorella, Vingerhoed sarebbe l’unico europeo presente. Non si parla di rilascio e non è stato ancora assegnato un avvocato al suo caso. La pandemia impedisce le visite e rende difficili le comunicazioni