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L’opinionista  Sywert van Lienden sostiene di non aver fatto soldi con la fornitura di 40 milioni di mascherine al Ministero della Salute, scrive NOS. Il prezzo pagato, oltre 100 milioni di euro, consisteva nei costi di produzione ed era “un elemento per assorbire i rischi”, scrive in un comunicato in risposta ad un articolo uscito sul Volkskrant sabato scorso. Non è indicato nella dichiarazione quanto fosse alto tale “rischio”.

De Volkskrant ha riferito sabato che Van Lienden, con due soci probabilmente, avrebbe guadagnato molti soldi dall’importazione di mascherine dalla Cina. Durante la prima ondata di corona, Van Lienden ha fondato l’organizzazione no-profit Stichting Hulptroep Alliantie insieme a due amici. Il 12 aprile 2020, la fondazione ha offerto le mascherine per al Ministero della Salute. Secondo il Volkskrant, non era noto che avesse creato una BV per quell’importazione, insieme agli stessi amici della stichting. Nella dichiarazione, Van Lienden scrive oggi che l’istituzione di questa BV è avvenuta in consultazione con il ministero.

La fondazione aveva un capitale insufficiente per sostenere il rischio dell’operazione e il governo, a quel punto, avrebbe chiesto agli iniziatori di assumersi essi stessi il rischio imprenditoriale in Cina per quanto riguarda la produzione e la qualità”, si legge nel comunicato.

Sabato De Volkskrant ha citato fonti del ministero secondo cui il margine di profitto sulle maschere FFP2 e KN-95 doveva essere compreso tra il 15 e il 20% ma secondo Van Lienden, ci sarebbe stato solo un piccolo sovrapprezzo a titolo di “rischio d’impresa”.

Van Lienden avrebbe cercato di non rispondere alle domande dei giornalisti, nascondendosi dietro clausole di riservatezza con il ministero ma alla fine si è affidato ad un comunicato stampa. Anche il ministero ha scelto il silenzio stampa.

Per inciso, i 40 milioni di mascherine non sono mai arrivate all’assistenza sanitaria: sono ancora in deposito, perché ormai ce ne sono in abbondanza.