CoverPic: Wikimedia Commons

Emilie Gordenker ha iniziato come direttrice del Van Gogh Museum nel febbraio 2020. Un mese dopo è arrivato il primo lockdown. Ripensa al suo primo e turbolento anno al Van Gogh Museum. Poco dopo il suo arrivo dal Mauritshuis dell’Aia, il museo è stato chiuso. Da allora, non è quasi mai stata al museo, “Chiedo a tutti i dipendenti di lavorare da casa, quindi devo fare lo stesso. Dopotutto, si è d’esempio per gli altri”.

Durante la chiusura, si è lavorato ad una mostra, Ongekend, che è pronta e aprirà non appena sarà di nuovo possibile, ed è composta dalle acquisizioni del museo degli ultimi dieci anni. Per farsi un’idea, il pubblico può già vedere online alcune delle opere e degli sfondi. “È nata da  un’idea esistente, ma anche per necessità. Cosa possiamo fare in questo periodo in cui è tutto così incerto? Considerata la situazione dei prestiti, abbiamo optato per una mostra composta interamente dalle nostre opere d’arte”.

La mostra spiega perché sono state acquistate opere specifiche. Non si tratta solo di opere di Vincent van Gogh; negli ultimi anni sono state aggiunte molte opere di contemporanei e opere su carta, che per definizione non sono in mostra permanente per la loro vulnerabilità. “Questa mostra è un’occasione per vedere cosa è stato acquistato negli ultimi anni”.

Attività digitali

I progetti in fase di realizzazione sono stati cancellati e varie mostre, come una grande mostra di opere di Gustav Klimt, sono state rimandate; i contratti temporanei dei dipendenti non sono stati rinnovati. La pressione sul Van Gogh Museum è stata grande, perché la percentuale di entrate dalla vendita dei biglietti è alta e il museo riceve relativamente poche sovvenzioni. “Siamo grati allo stato per le misure temporanee di emergenza per l’occupazione (NOW) e per il sostegno del Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza (OCW). Tuttavia, l’anno scorso abbiamo comunque registrato una perdita”.

“Ma io sono una persona ottimista. I visitatori internazionali continueranno ad essere importanti per noi, ma abbiamo scoperto che anche i visitatori olandesi sono importanti. Come possiamo prestare loro più attenzione? Ecco perché, non solo abbiamo fatto dei bellissimi acquisti per Ongekend, ma abbiamo anche invitato chiunque a esprimere la propria opinione sulle opere d’arte, in modo da avere una tavolozza variegata di punti di vista: quella dello scienziato, restauratore, amsterdammer o di chi non è un’appassioanto d’arte”.

Durante il lockdown, il Van Gogh Museum si è concentrato sulle attività digitali, ancor più di quanto non facesse già. “Ora stiamo pensando a possibili modelli di entrate, per migliorare la nostra situazione finanziaria”.