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Capodanno ad Amsterdam: vivere o morire

Il nostro in bocca al lupo, tramite Marco Alf, ai temerari che decidono di passare il capodanno nella capitale batava



di Marco Alf

“Ti va di parlare del capodanno ad Amsterdam?” Mi fanno pure… E io dico, ma sì, ci provo.

Sono convinto ci siano due motivi per cui una persona decida di trascorrere le festività dell’arrivo del nuovo anno ad Amsterdam: o vivi qui e non puoi andar via per qualche motivo o sei geneticamente tamarro. È un po’da sfigati uscirsene con: “vado a fare l’ultimo ad Amsterdam…”Se sei fighetto vai a Parigi, se sei di sinistra dei salotti buoni vai a Londra, se sei alternativo vai a Berlino… Se vai ad Amsterdam sei un po’ trash ma ti si vuol bene così.

Una volta che sei qui, che fare? In realtà non c’è nulla di tipicamente olandese per festeggiare il nuovo anno, ma se ci penso mi vengono in mente tre cose.

Oliebollen

Si tratta di dolci invernali, non solo dedicati all’ultimo dell’anno ma pare sia tradizione mangiarsene almeno uno per salutare l’anno che se ne va. Per chi non conoscesse queste bombe caloriche, il cui nome tradotto significa ‘palle oliate’ – sempre meglio di palle unte… per dire – si tratta di sfere di pastella, di diverse forme… Fritte. Punto. Con lo zucchero a velo sopra. Poi ci sono anche le tante versioni con ripieni e aggiunte, ma anche la neutra, da sola, è già un bel mattone. Pare che addirittura discendano dalle tribù germaniche e siano nate in occasione delle celebrazioni pagane, tra il 26 Dicembre ed il 6 Gennaio. In quel periodo, la dea Perchta avrebbe percorso i cieli con spiriti maligni. Le palle oliate erano usate come offerta per queste entità ma non per far loro un favore, bensì perché la dea avrebbe infilzato con la sua spada, nello stomaco, coloro che avrebbe incontrato… E che avrebbero avuto questi dolci nei loro stomaci. Badate bene che i germanici, a logica, non li batte nessuno…

Fuochi d’artificio

Napoli? Scordatevela… Sono dei dilettanti! La vera polveriera è qui, ad Amsterdam. Qui vanno matti per le cose che esplodono. Spesso si sente dire che le strade di Amsterdam, durante la notte del 31, siano delle vere e proprie “War Zones”. Non sarete al sicuro in nessun luogo. L’olandese medio si rivela per quello che è, ovvero un eterno quindicenne troppo cresciuto e dai raudi facili. Soprattutto in zona China Town, che Dio vi salvi. Il giorno dopo si vedono i risultati: strade cosparse di involucri di cartoncino, oltre alla conta dei danni a cose e a persone, prontamente accampate nei reparti di pronto soccorso degli ospedali. Nel 2013, ad esempio si sono contati: 5 mani amputate, dita varie rimosse, 236 ferite agli occhi ( 91 permanenti) e 23 casi di cecità. Sono state attivate 190 ambulanze, 270 macchine della polizia e 233 camionette dei vigili del fuoco. In classico stile olandese, parrebbe che la popolazione autoctona sia nettamente divisa a metà tra chi vorrebbe restrizioni sull’uso dei fuochi pirotecnici e chi ama i botti.

I Party

Quelli cool costano un bel po’ e non ve li potete permettere, quelli da “poracci”sono all’aperto, al freddo e al gelo (in stile Gesù bambino natalizio), con potenziale pioggerellina a spruzzo di vapore sfascia makeup e acconciature, ed elegantissimi calici in plastica. Tutti i bar esplodono di gente e a una certa ora hai la percezione di vivere un comune venerdì a Dublino. Se trovate persone svenute per terra, magari dategli un calcetto per vedere se mugolano. In tal caso tutto bene… Prima o poi si rialzeranno.

Da me e da +31mag.nl, in bocca al lupo a tutti voi che volete salutare il 2016 nella capitale batava, isomma.

Io andrò a Londra, a farmi di tè e parlare male degli altri invitati ubriachi che assumono zuccheri la sera tardi, senza considerare l’enorme ammontare di calorie che immettono nel loro corpo.

Incoscenti.

 

 



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